“Ieri sera mi è successo una cosa che io non so né spiegare e né comprendere. In mezzo alla palma delle mani è apparso un po’ di rosso quasi quanto la forma di un centesimo, accompagnato anche da un forte ed acuto dolore in mezzo a quel po’ di rosso. Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura ancora. Anche sotto i piedi avverto un po’ di dolore. Questo fenomeno è quasi un anno che si va ripetendo, però adesso era da un pezzo che più non si ripeteva”. E’ l’8 settembre del 1911. A scrivere è Padre Pio da Pietrelcina in una lettera a padre Benedetto da San Marco in Lamis per raccontare l’apparizione delle sue prime stimmate avvenute a Piana Romana di Pioetrelcina, un anno prima, nel settembre del 1910, cento anni fa. Quelle stimmate, da tutti definite “invisibili”, ma non per questo non dolorose. Il 1910 è un anno particolare e significativo nella vita di Padre Pio da Pietrelcina. E’ l’anno, infatti, della sua ordinazione sacerdotale e della celebrazione della sua Prima Messa solenne. Tre eventi raccontati dal giornalista Raffaele Iaria in un volume dal titolo “Quei tre giorni di Padre Pio. A Pietrelcina un secolo fa”, edito dalla “Tau” e nel quale l’autore non vuole raccontare tutto il percorso di padre Pio prima di diventare sacerdote oppure raccontare la sua vita da presbitero a Pietrelcina e successivamente a San Giovanni Rotondo, ma un brevissimo periodo della sua vita: dal 10 agosto al settembre di 100 anni fa e cioè dal giorno della sua ordinazione sacerdotale a Benevento fino alle prime stimmate a Piana Romana di Pietrelcina, passando per il 14 agosto, giorno della celebrazione della sua prima messa in questo borgo del Sannio. Queste pagine – scrive nella prefazione Paolo Bustaffa, direttore dell’agenzia di stampa cattolica “SIR” – portano il lettore in punta di piedi accanto a un frate umile e riservato che vive il momento pubblico del suo ‘sì per sempre’ a Dio con una vibrazione interiore che sorprende lui stesso prima che gli altri. È una fiammata che il tempo non consumerà, anzi al contrario, riaccenderà ogni istante come il roveto ardente sul monte Sinai”.
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