Ex tirocinanti Miur (Mim) in Calabria: la mancata proroga dei contratti paralizza le scuole

in Attualitàprovincia di Calabria
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Un nuovo e drammatico capitolo colpisce il precariato storico calabrese. Con la mancata proroga dei contratti a tempo determinato, scaduti lo scorso 31 luglio 2026, centinaia di lavoratori impiegati come collaboratori a 18 ore settimanali si ritrovano privi di tutele, lasciando le istituzioni scolastiche della regione in una condizione di profonda sofferenza gestionale e ausiliaria.

La caduta dell’emendamento 

A consumare quello che i lavoratori definiscono un vero e proprio tradimento istituzionale è stata la mancata ammissione, nella stesura finale del decreto sulla pubblica amministrazione, dell’emendamento a firma dei deputati Giovanni Arruzzolo e Andrea Gentile.

Nonostante i passati impegni e le rassicurazioni della politica, la cancellazione del provvedimento ha azzerato le speranze di prosecuzione contrattuale, ricacciando oltre 300 famiglie nell’incertezza economica e addossando l’ennesimo costo sociale alla comunità locale.

La paralisi del personale 

I rappresentanti del bacino evidenziano un paradosso insostenibile per la scuola calabrese. Da un lato gli istituti soffrono di croniche carenze strutturali di personale organico, dall’altro lo Stato rinuncia a risorse già formate sul campo che per mesi hanno garantito la tenuta e la continuità del servizio burocratico ed educativo.

Si registra inoltre una palese disparità di trattamento rispetto ad altri lavoratori inseriti nella medesima procedura Ripam, come quelli impiegati presso il Ministero della Giustizia e il Ministero della Cultura, che hanno ottenuto tutele differenti.

La minaccia di mobilitazione 

Il Comitato Ex Tirocinanti MiurCalabria rifiuta la logica dei sussidi temporanei e pretende un piano d’azione chiaro e immediato. Le richieste prioritarie riguardano la presentazione di un nuovo emendamento parlamentare per la proroga contrattuale, l’avvio di un tavolo di confronto urgente tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero per la Pubblica Amministrazione, l’Ufficio Scolastico Regionale e la Regione Calabria, oltre alla definizione di un cronoprogramma per la stabilizzazione definitiva.

In assenza di risposte rapide, il coordinamento ha già preannunciato l’avvio di proteste ad oltranza con sit-in davanti alle sedi istituzionali per difendere il diritto al lavoro e la tenuta della scuola pubblica.

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