Nino Spirlì: “Nasce a destra un nuovo movimento Cultura e Identità”

in Politicaprovincia di Calabria
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“Ancora una volta a fianco del mio amico Edoardo Sylos Labini, per difendere e diffondere la ricchezza e la potenza dello smisurato patrimonio artistico e culturale italiano”. E’ quanto scrive in una nota Nino Spirlì.

“La nascita della rete culturale trasversale ‘Cultura e Identità’ – continua la nota – mi coglie pronto a continuare, proprio perché trasversale, la battaglia pluridecennale contro il colpevole silenzio delle istituzioni e di tutta la (mala)politica, che si ricorda del tesoro più importante dell’Italia solo durante le ipocrite e farfallone campagne elettorali.

Per decenni, dopo l’ultima guerra fratricida, una certa sinistra Sinistra ha tentato, spesso riuscendoci, di monopolizzare l’arte e la cultura. Come se a Destra non ci fossero interessi e presenze altrettanto nobili e, spesso, molto più nobili che a Sinistra.

Io non ci sto! Lo dissi da adolescente e lo ripeto da anziano. Ed è per questo che difendo da ogni tentativo becero di monopolizzazione il bello e il buono del mio Paese, senza mollare la presa.

Anche Sylos Labini non ci sta! Ed è su quel sentiero che ci incontriamo da sempre. Ed è su quel sentiero che, assieme a Chi combatte la stessa battaglia, invitiamo la Gente d’Italia, amante e paladina del nostro Patrimonio invidiato dal mondo, ad unirsi a noi.

Oggi c’è maggiore bisogno, senza se e senza ma, di scendere in campo. Per difendere la nostra Cultura, le Alte e Nobili Radici, l’Unicità della nostra Dignità di Popolo, il diritto di essere Italiani prima che Europei e Universali. E, poi, da Europei, rispettare quei Principi per i quali le nostre terre hanno pagato col coraggio degli uomini, la temerarietà della lotta, la libertà dell’arte e la fermezza della letteratura. Seneca, Cicerone, Tasso, Ariosto, Dante, Manzoni, Pirandello, Leonardo e Michelangelo, Caravaggio e Canova, Cellini e Botticelli, e Fellini, De Sica e Monicelli non sono vissuti invano, se, oggi, quell’universo di Bellezze Eterne può essere consegnato alle nuove generazioni con rispetto e devozione.

Esserci, dunque! Con la lucidità politica di chi capisce che la gestione della “Cosa Culturale ed Artistica” è strettamente collegata alla gestione della Cosa Pubblica. Poiché l’enorme potenzialità occupazionale di questo patrimonio supera di gran lunga ogni altro comparto, agricoltura inclusa. E perché è proprio grazie al valore incommensurabile delle nostre opere d’arte e della nostra Cultura che sediamo al tavolo dei Grandi.

Io, da dove sono, con la mia testa, la mia televisione, la mia attività professionale, ci sono, continuo a crederci e combatto. Per la Cultura e l’Identità di ogni Cittadino Italiano”.

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