Il caso dello “Scorpion Health Club” di Rende: chiuso dal Comune per “motivi di incolumità pubblica” e riaperto, nel giro di pochi giorni, dal Tar della Calabria.
Accade pure questo negli ultimi giorni di commissariamento del Municipio d’oltre Campagnano. E a farne le spese, seppur per poco tempo, è stato il noto centro sportivo di via Repaci.
Lo afferma in una nota l’avvocato Luigi Monaco spegando come tutto origini da un’ispezione dei vigili del fuoco all’interno della struttura. Non si trattava di un controllo mirato, bensì di un’attività eseguita in tutta Italia in ossequio a direttive nazionali.
Dagli accertamenti è emersa l’assenza dei documenti che attestano la presenza dei requisiti anti-incendio. Dopo aver sollevato la questione, i pompieri hanno concesso ai titolari della palestra sessanta giorni di tempo per mettersi a posto.
“Burocrazia, niente di più. Non c’è un problema di sicurezza per gli utenti, anche perché si tratta di un impianto già “benedetto” dal Coni e concepito proprio per l’esercizio dello sport” dice ancora Monaco.
“Sembra finita lì, insomma, ma quando la relazione dei vigili arriva negli uffici di piazza Rossini, il tutto viene riconsiderato sotto una luce più sinistra. È un dirigente del Municipio – prosegue – a mettere in correlazione l’assenza di quella documentazione anti-incendio con i “motivi di incolumità pubblica” che, lo scorso 16 maggio, lo portano a emettere un’ordinanza “contingibile e urgente” con cui intima la chiusura della struttura e la sospensione di ogni attività all’interno della stessa.
Una misura giudicata abnorme dai gestori dello “Scorpion” che, per il tramite dell’avvocato Luigi Monaco, presentano subito un ricorso al Tar della Calabria per chiedere la sospensione del provvedimento. Non c’erano motivi, rileva il difensore, per arrivare alla chiusura dell’impianto, considerato che la sicurezza dello stesso non è mai stata in discussione.
Una decisione del genere, aggiunge il legale, oltre a essere sproporzionata, è anche dannosa per l’immagine del Comune e per la tranquillità dei cittadini.
L’ordinanza di chiusura della palestra “Scorpion” è espressione del potere del sindaco quale ufficiale di governo del territorio, pertanto unico soggetto legittimato ad emanare tali atti, che non possono in nessun caso essere adottati da un dirigente comunale.
Pertanto il dirigente del Comune di Rende era privo di qualsiasi competenza e potere che gli consentisse di disporre la chiusura del centro sportivo, posto che attualmente sarebbe il commissario straordinario a dover disporre ordinanze a tutela della sicurezza e della salute pubblica.
Inoltre, la decisione non avrebbe dovuto essere presa unilateralmente, ma dando la possibilità alla “Scorpion” di partecipare al procedimento.
Un’altra obiezione sollevata dall’avvocato Monaco nel ricorso riguarda la piscina della palestra, che è utilizzata a scopi terapeutici da bambini autistici o con disabilità intellettive e motorie. In caso di chiusura dell’impianto, questi bambini non avrebbero più un luogo dove andare con pregiudizio per la loro salute.
Per questo motivo, il Presidente del Tar dottor Mastrandtea ha sospeso con proprio decreto gli effetti dell’ordinanza in attesa della discussione in camera di consiglio, prevista per il prossimo 18 giugno.
In conseguenza di questa decisione, le attività sportive alla “Scorpion” sono riprese normalmente da mercoledì, dopo poco meno di una settimana di stop forzato.
Il caso “Scorpion” non è rappresentativo di un clima generale, ma è solo l’ultimo di una serie di eventi che hanno caratterizzato una stagione connotata dall’incertezza, sia politica che amministrativa”.































