Iniziativa congiunta delle associazioni Auser “V. Sassone” e del Circolo culturale “M. De Gaudio”, a Francavilla Marittima, per la presentazione del volume “Ricatto Massaro. Storia di brigantaggio nella Sibaritide del 1872”, opera di Giuseppe Massaro.
Medico, saggista e storico
Medico e ginecologo di professione, Massaro si è qui presentato al pubblico come saggista e storico, approfondendo un fenomeno cruciale del passato calabrese.
L’evento, tenutosi in piazza Fontana Vecchia, è stato coordinato dalla professoressa Filomena Rugiano e ha visto la partecipazione dell’assessore alla Cultura del Comune, Michelangelo Apolito, e di Lorenzo Calcagno, presidente dell’Auser, che ha sottolineato l’importanza di tenere viva la memoria storica della comunità.
Un episodio di famiglia
Il libro prende spunto da un doloroso episodio che ha toccato personalmente la famiglia dell’autore. Il professor Carmine Pinto, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, ha contestualizzato la vicenda nel più ampio quadro del brigantaggio postunitario.

Ha spiegato che i briganti del 1872 “non erano più gli uomini del Borbone, ma quelli del proprio tempo”. L’episodio narrato vede il giovane Giuseppe Massaro rapito da un gruppo di criminali per ottenere un riscatto dal padre Leonardo, un imprenditore agricolo.
Il professor Pinto ha evidenziato come i veri banditi spesso cercassero di fare affari con i potenti, anziché mettersi contro di loro.
Letture e musica
La presentazione è stata arricchita da una serie di letture, quasi delle performance, di brani tratti dal libro. Le letture sono state interpretate da Luigi Massaro, Vittoria Guarini, Maria Giulia Massaro, Cinzia Leone e Marica Valente. Gli intermezzi musicali sono stati curati da Bonifacio Mauro e dai Prayier of the Mothers.
L’invito dell’autore
A conclusione dell’evento, l’autore Giuseppe Massaro ha invitato il pubblico a leggere e diffondere il suo libro-ricerca. “Vi invito a leggere e diffondere questo mio libro-ricerca, non per un fatto egoistico e personale ma perché ritengo, in coscienza, che ignorare il proprio passato direi che è quasi un crimine”, ha dichiarato Massaro, sottolineando l’importanza della conoscenza storica come strumento di crescita e consapevolezza.




























