Dal primo al 4 ottobre a Badolato si terrà un importante appuntamento promosso dal Centro di Residenza della Calabria per fare il punto sulla sostenibilità dei percorsi artistici e sul rapporto con le comunità locali. L’iniziativa, realizzata dalla Compagnia Teatro del Carro e da Dracma con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Calabria, riunirà le realtà del settore per un confronto sui modelli di finanziamento, l’accompagnamento degli artisti e il dialogo con le pubbliche amministrazioni.
La vetrina delle produzioni
Promossa in collaborazione con Iac Centro Arti integrate di Matera, la quattro giorni ospitata nelle sale di Palazzo Gallelli riprende il percorso avviato in Basilicata alla fine del duemilaventiquattro, puntando alla costituzione formale della rete Residenze a Sud e alla stesura di un manifesto programmatico condiviso.
Tra i partecipanti ai lavori figurano rappresentanti degli enti locali ed esperti del settore come Renzo Francabandera, fondatore della rivista Paneacquaculture, a cui è affidata la redazione del report conclusivo.
Gli spettacoli in scena
In concomitanza con le sessioni di lavoro, la manifestazione ospiterà l’edizione zero della rassegna Ve.De.Re., una vetrina dedicata agli esiti dei progetti sviluppati negli spazi del Centro di Residenza. Il programma artistico prenderà il via giovedì primo ottobre al Teatro Comunale di Badolato con lo spettacolo Bow di Gaetano Palermo e Michele Petrosino, interpretato da quest’ultimo insieme a Nicolò Russo.
Venerdì due ottobre andrà in scena la creazione di danza gestita da Maya Oliva, intitolata In perpetual blooming, despite the gods.
La rassegna proseguirà sabato tre ottobre con la piéce In via del tutto eccezionale firmata da Claudio Fidia e Alessandro Paschitto, mentre la giornata conclusiva di domenica quattro ottobre vedrà protagonista a Palazzo Gallelli la produzione del Kollettivo Kontrora dal titolo Quattro pezzi facili meno una, con la drammaturgia di Giovan Battista Picerno e Francesco Aiello, la regia dello stesso Francesco Aiello e l’interpretazione di Francesco Gallelli.




























