“La A.S.D. Rari Nantes L. Auditore Crotone comunica di aver intimato in data 4 novembre 2025 il recesso dalla concessione dell’impianto natatorio Piscina Comunale, interrompendo ogni attività“.
Inizia così il comunicato diffuso dall’associazione sportiva pubblicato ieri sera sui canali social, per annunciare la chiusura della piscina olimpionica comunale, da mesi al centro di tensioni e scambi di accuse. L’impianto, riaperto ufficialmente nel 2022, era stato già chiuso per diversi anni in quanto finito al centro di un’inchiesta sul precedente affidamento.
È la stessa compagine a spiegare i motivi del recesso: “eccessiva onerosità nella gestione dell’impianto, significata invano e reiteratamente al Comune di Crotone che non ha riscontrato alcuna richiesta di riduzione ad equità; gravissime inadempienze della ASD mandante Kroton Nuoto venuta meno agli obblighi derivanti dalla partecipazione all’ATI Bludea concessionaria della gestione dell’impianto; preoccupanti inadempienze integrate dall’amministrazione comunale, in primis la violazione del dovere di imparzialità nelle vicende interne all’ATI”.
La mediazione tra le due società sportive era fallita sul finire di ottobre, dopo una serie di malumori nati a partire dal mese di giugno, che hanno provocato tensioni tra le due associazioni e persino un misterioso crollo di parte della controsoffittatura interna avvenuto a distanza di pochi giorni dall’intervento delle forze dell’ordine presso l’impianto.
La replica di Kroton Nuoto
“Prendiamo atto del comunicato pubblicato da Rari Nantes, che rappresenta l’ennesimo tentativo di mistificare la realtà e ribaltare responsabilità in una vicenda le cui dinamiche sono ormai note a tutta la cittadinanza” viene detto in una replica da parte dell’altra società assegnataria dell’impianto, la Kroton Nuoto, che sostiene di essere “la parte lesa in questa vicenda e ha già avviato azioni giudiziarie a tutela dei propri diritti. Le vicissitudini che hanno portato alla nostra illegittima estromissione dalla gestione dell’impianto sono note da tempo a tutti: amministrazione comunale, utenza, opinione pubblica”.
“Accusare Kroton Nuoto di gravissime inadempienze quando siamo stati sistematicamente esclusi dalla gestione operativa dell’impianto è un’operazione di mistificazione inaccettabile” viene affermato. “Con l’occasione si ritiene opportuno chiarire che, contrariamente a quanto sostenuto da Rari Nantes, le entrate derivanti dall’attività ordinaria della piscina sarebbero state ampiamente sufficienti a coprire i costi di gestione dell’impianto. I contributi pubblici previsti avrebbero inoltre garantito un surplus economico da reinvestire nella struttura e nei servizi offerti alla cittadinanza”.
“La causa del dissesto economico è opera esclusiva della malagestione operata da Rari Nantes, società già citata in giudizio da Kroton Nuoto proprio per tali condotte attualmente al vaglio delle autorità giudiziarie. Quanto asserito nel comunicato di Rari Nantes è pertanto falso e gravemente fuorviante” viene dunque affermato. “Kroton Nuoto sta valutando ulteriori iniziative legali alla luce delle recenti gravi affermazioni contenute nel comunicato pubblicato, che riteniamo lesive della nostra immagine e fondate su presupposti falsi”.




























