In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la Fondazione Ra.Gi ha deciso di promuovere una Campagna di sensibilizzazione per dare voce alle donne anziane, spesso vittime di una violenza che non lascia lividi ma colpisce profondamente. Definite “le più dimenticate“, subiscono spesso maltrattamenti, violenza psicologica, ricatto affettivo, svalutazione continua, silenzio forzato, abuso sessuale, espropriazione economica e trascuratezza. Ogni donna anziana, invece, va considerata un patrimonio di memoria e resistenza.
Gli obiettivi
La campagna, intitolata “Non toccatela Mai La sua vecchiaia non giustifica il tuo potere“, si svolgerà da oggi, venerdì 21, a venerdì prossimo, 28 novembre.
Ogni giorno, sul sito, sui social e sul canale Yotube della Fondazione, verranno trasmessi spot, cortometraggi, manifesti e laboratori che coinvolgono gli ospiti del Centro diurno di Catanzaro e della CasaPaese per demenze di Cicala, oltre alla città e alle istituzioni.
Elena Sodano, Presidente della Fondazione, ha illustrato questa forma di violenza sottile ma potente, che definisce indifferenza: “Riconoscere la violenza sulle donne anziane – ha affermato – significa mettere in discussione la nostra cultura le nostre famiglie la nostra idea di potere e di affetto È l’esito di un sistema patriarcale che per secoli ha definito il valore delle donne in base alla loro bellezza fertilità disponibilità a curare gli altri Una volta superati i limiti di ciò che la società considera utile le donne scompaiono Diventano ombre collocate ai margini della comunità“.

L’esperienza
La campagna è stata ideata e strutturata dall’equipe multidisciplinare della Ra.Gi, composta da psicologhe educatrici sociologa pedagogista operatrice e assistenti sociali.
L’iniziativa racchiude il valore dell’esperienza ultraventennale della Fondazione al fianco di donne anziane con demenza, con la consapevolezza che la loro sofferenza e la loro parola non fanno rumore.
La Presidente Sodano spiega che queste donne sono vittime di una violenza silenziosa che si consuma “spesso tra le mura domestiche nelle stanze dell’isolamento nei corridoi della burocrazia indifferente”.
Aggiunge che talvolta, la violenza diventa un gesto di potere, “Un modo per riaffermare la subordinazione per zittire per rendere ancora più piccole persone già rese invisibili”.
Sodano ribadisce il dovere di proteggere le persone vulnerabili e sviluppare una cultura del rispetto.
La fragilità
Attraverso i prodotti multimediali sarà mostrata anche la violenza che nasce da stanchezza, ignoranza e mancanza di supporto, il cui risultato è sempre una profonda lesione della dignità della persona.
Sodano ha appreso, tramite la sua esperienza quotidiana tra persone fragili con varie forme di demenza, che la “violenza della sicurezza maschera l’incapacità di ascoltare“.
Chiosa che la fragilità è l’opposto della violenza, chiedendo di dare valore a ciò che è essenziale. La Presidente conclude: “chi produce violenza è soltanto un debole“.
Numero verde
Per chiunque volesse denunciare ogni forma di violenza subita da donne anziane, la Fondazione mette a disposizione il numero verde gratuito 800 034443.
Al servizio rispondono le psicologhe dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 13, assicurando cura e attenzione spesso sottovalutate.































