Le motivazioni delle bocciature sulla legittimità degli atti presentati dal governo relativi alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, “sono frutto anche del nostro lavoro”: “A gennaio scorso, insieme ad altri colleghi europarlamentari abbiamo presentato un’interrogazione alla Commissione Ue con la quale chiedevamo chiarimenti sulla conformità del progetto alle normative comunitarie e sulle carenze di studi approfonditi connessi a rischi e impatti ambientali”.

La delibera Cipess
L’ex candidato governatore della Calabria e parlamentare europeo, Pasquale Tridico, intervenite così sulla decisione della magistratura contabile che ha rifiutato di registrare la delibera Cipess su cui si poggia l’iter procedurale dell’infrastruttura.
Una decisione – di cui nelle scorse ore sono state rese note, appunto, le motivazioni – che come spiega anche lo stesso Tridico colpisce quell’atto su fronti che il suo gruppo aveva segnalato con un’interpellanza parlamentare, come la violazione della direttiva Habitat alla normativa continentale sugli appalti e la conformità del progetto.
“Certo, abbiamo centrato un grande risultato sul piano politico e nonostante il governo continui ad andare dritto per una strada che Calabria e Sicilia non vogliono imboccare, non si può pretendere che il ponte sia costruito coi soldi dei calabresi e dei siciliani, come evidenziato Salvini, a cui abbiamo chiesto di dimettersi” sbotta il parlamentare europeo.

Le opere nevralgiche
“Meloni ed il suo ministro dei Trasporti (Matteo Salvini, ndr) pensino piuttosto a infrastrutturare il sud Italia, ma con opere nevralgiche per lo sviluppo, come l’alta velocità, la conclusione dell’elettrificazione della ferroviaria jonica, la progettazione ed il finanziamento della nuova statale 106 nei lotti da Rossano a Crotone e da Catanzaro a Reggio Calabria, la riqualificazione delle reti viarie delle aree interne” incalza l’ex candidato.
Per Tridico sarebbero difatti queste le infrastrutture prioritarie, necessarie, “e non di certo il più imponente degli ecomostri che questo governo vuole appioppare con la forza in un luogo che invece dovrebbe rientrare tra i patrimoni dell’umanità riconosciuti dall’Unesco”, conclude l’eurodeputato.




























