“La sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, all’esito della Camera di consiglio seguita all’adunanza del 29 ottobre 2025, non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione la Delibera Cipess n. 41/2025 del Ponte sullo Stretto”.
Cantieri bloccati ancora una volta
Questo il laconico comunicato della Corte dei Conti che questa sera si è espressa riguardo al progetto del Ponte sullo Stretto. Un provvedimento molto atteso, e che, di fatto, blocca nuovamente i cantieri in attesa di ulteriori chiarimenti.
Si tratta del secondo stop che arriva dai giudici contabili, che già a fine settembre avevano sollevato dei dubbi sull’opera. Adesso le motivazioni tecniche – che di fatto bocciano il progetto approvato dal Cipess ad agosto – saranno rese note entro i prossimi 30 giorni.
Immediate le reazioni del mondo politico, a partire dal Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che ha subito bollato il tutto come “una scelta politica più che un sereno giudizio tecnico”.

Occhiuto: “Sud vuole opportunità”
Non si è fatto attendere nemmeno il commento del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha dato ragione al vice premier che ha definito questa decisione come “un grave danno per il Paese”.
“Il Ponte – ha detto il governatore – non rappresenta solo una grande infrastruttura che il Mezzogiorno attende da decenni, ma anche un’immensa occasione per la Calabria e per la Sicilia: la concreta possibilità che queste Regioni hanno di dimostrare al mondo intero che sono capaci di condurre a termine opere straordinarie”.
“Il Sud vuole opportunità, vuole misurarsi con sfide entusiasmanti, vuole concorrere per creare sviluppo e per competere con il resto del Paese” ha sbottato Occhiuto affermando di trovare “assurda la presa di posizione della Corte dei Conti” ma di esser certo che il governo andrà avanti “in un processo ormai non più reversibile”, ha concluso il presidente della Regione.




























