Nuovo stop all’iter del Ponte sullo Stretto: la Corte dei Conti ha infatti sollevato nuovi dubbi e richiesto ulteriori chiarimenti in merito a diversi aspetti economici e progettuali che riguardano l’opera. L’intervento della corte era stato richiesto alcune settimane fa da diverse associazioni ecologiste ed ambientaliste, che contestavano l’iter di approvazione del progetto.
La richiesta di chiarimenti
I magistrati hanno accolto il punto di vista delle associazioni, chiedendo ulteriori e specifici chiarimenti. A finire sotto la lente d’ingrandimento, le deroghe ai vincoli ambientali, sopratutto riguardo alla mancata considerazione del parere negativo espresso nella Vinca, ma anche la cosiddetta relazione “Iropi”, con la quale si è tentato di classificare l’opera come infrastruttura di interesse militare.
L’aumento dei costi
Particolare attenzione, ovviamente, anche all’aspetto economico: la Corte ha infatti evidenziato un ingiustificato aumenti di alcuni costi e delle spese generali, come quelli legati alla sicurezza, lievitati da 97 a 206 milioni di euro. Segnalata inoltre l’esclusione, apparentemente immotivata, dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Il Ministero dei Trasporti ha adesso 20 giorni di tempo per rispondere alla Corte dei Conti.




























