L’Istituto Nazionale di Bioarchitettura (Inbar) lancia “Città Osmotica”, una visione innovativa che trasforma l’acqua da semplice risorsa a vera infrastruttura ambientale e culturale, guida per ripensare città, paesaggio e resilienza urbana. Flussi, soglie, suoli permeabili, spazi aperti e reti blu-verdi diventano materiali progettuali essenziali per rigenerare il costruito.
Crotone emerge come laboratorio ideale: qui la relazione tra costa, margini urbani e entroterra evidenzia come il futuro dipenda dalla capacità di regolare scambi tra natura e architettura, convertendo fragilità in opportunità attraverso sistemi osmotici che gestiscono acqua, energia, mobilità e usi sociali.
L’edificio si evolve in membrana attiva: tetti verdi, piani terra porosi, facciate performanti e impianti intelligenti definiscono comfort e sostenibilità. INBAR promuove ricerca concreta – progetti, cantieri, analisi di CAM e DNSH – reinterpretando norme come opportunità, integrando BIM, GIS e monitoraggi per un’infrastruttura cognitiva urbana.
La transizione ecologica richiede competenze continue: trasformare vincoli normativi in qualità progettuale, coinvolgendo architetti, imprese, amministrazioni, scuole e cittadini. La tappa crotonese, con convegno e mostra, attiva questo confronto durante la Festa dell’Architettura dell’Ordine locale.
Inbar ringrazia il Presidente Giovanni Gentile, il Consiglio, Francesco Livadoti e la Fondazione Architetti di Crotone per l’ospitalità in un momento chiave per le politiche urbanistiche, radicando etica, innovazione mediterranea e decarbonizzazione in un’architettura responsabile.































