Per la prima volta l’Istat prova a monitorare il disagio socio-economico a livello sub-comunale, e dunque nei singoli quartieri di alcune grandi città italiane: si chiama Idise il nuovo indice pubblicato lo scorso 10 dicembre, che riguarda 25 centri abitati in tutta Italia tra cui figura (unica calabrese) anche Reggio Calabria.
L’incrocio dei dati
Si tratta, come specificato dallo stesso ento, di una pubblicazione preliminare, dato che nei prossimi mesi saranno resi noti i dati anche delle città con più di 50 mila abitanti, e che riguarderanno dunque anche Catanzaro, Cosenza e Crotone.
L’indice è realizzato incrociando una serie di dati tra cui il tasso di occupazione ma anche la percentuale di famiglie che riceve sussidi, o la precentuale di cittadini senza una casa di proprietà.
La nota metodologica è disponibile sul sito dell’ente, e serve sostanzialmente a delineare un quadro di maggiore precarietà ed instabilità ben definito su di una mappa. L’obiettivo è quello di fornire agli amministratori locali un quadro chiaro delle zone più disagiate all’interno di una città.
Una strada, due realtà
Per quanto riguarda Reggio Calabria, la ricerca – basata su dati relativi al 2021, che saranno aggiornati nel corso del prossimo anno – ha evidenziato una situazione di maggiore criticità nel quartiere di Sbarre, adiacente proprio alla via Sbarre Centrali compresa tra viale Calabria e viale Europa nella sua parte nord, a ridosso del torrente Calopinace.
Paradossalmente, appena al di là di una strada, si registrano le zone con minor disagio secondo il nuovo monitoraggio, ricadenti nel quartiere di Modena.




























