Dal 24 dicembre al 6 gennaio, la provincia di Catanzaro vedrà l’attuazione di misure straordinarie per garantire la copertura del servizio di guardia medica. L’iniziativa nasce dalla proficua sinergia instaurata tra l’Asp di Catanzaro e la Fimmg Catanzaro, il sindacato maggiormente rappresentativo dei medici di famiglia. Il dottor Gennaro De Nardo, segretario generale della Fimmg, ha spiegato che il progetto punta a valorizzare economicamente la disponibilità dei medici di medicina generale, includendo sia i professionisti attualmente in attività sia quelli in pensione, per assicurare la piena operatività dei turni.
L’importanza dei presidi territoriali
Queste postazioni rappresentano un pilastro fondamentale per la tutela della salute pubblica, poiché garantiscono l’assistenza sanitaria durante le ore notturne, i giorni festivi e i prefestivi. Il lavoro svolto dai medici di medicina generale in queste fasce orarie è determinante per decongestionare i Pronto Soccorso, offrendo ai cittadini un’alternativa valida ed efficiente quando gli studi medici ordinari sono chiusi. Per questo motivo, la Fimmg Catanzaro ha condiviso e sostenuto con immediata collaborazione l’iniziativa promossa dal Commissario Straordinario Antonio Battistini.
I risultati raggiunti nei distretti
I dati confermano l’efficacia della strategia adottata, con un netto miglioramento della copertura rispetto alla media annua ordinaria. Nel Distretto di Catanzaro, la presenza dei medici è salita dal 67,8% all’82,8%, mentre nel Distretto di Lamezia Terme si è passati dal 79% all’88%. Eccellente anche il dato del Distretto di Soverato, che ha raggiunto il 93% di copertura. Questo successo è ancora più significativo se si considera che, nel mese di novembre, l’organico aveva subito una contrazione a causa dell’ingresso di 31 medici nelle Scuole di Specializzazione.
Prospettive per la sanità calabrese
In conclusione, il dott. Gennaro De Nardo auspica che questo modello di collaborazione possa diventare un riferimento stabile per il futuro. La ripartenza della sanità regionale deve necessariamente fondarsi sul rafforzamento della medicina territoriale, l’unico strumento in grado di rendere il sistema sanitario calabrese realmente adeguato alle necessità della popolazione e capace di rispondere con prontezza alle sfide quotidiane.




























