Le regioni meridionali d’Italia sono il fronte più avanzato della crisi climatica: il ciclone Harry con onde da 10 metri e venti a 120 km/h in Sicilia conferma la vulnerabilità estrema di un’area sotto assedio da eventi estremi senza precedenti.
Le regioni in pericolo
In Sicilia il 70% del territorio rischia la desertificazione dopo 175 eventi estremi recenti, con il mare che sale di 2,8 mm annui e temperature marine in aumento di 1,2-1,3°C entro il 2050.
Sardegna conta 6.000 km² a rischio frana, mentre la Calabria prevede +1,6°C con alluvioni, incendi e dissesto idrogeologico in crescita esponenziale.
Le Infrastrutture fragili
«Mascali travolta non è un caso isolato, ma sintomo di crisi sistemica», avverte Valerio Molinari, presidente Cscc di Ecogest Spa. La fragilità infrastrutturale amplifica i danni economici e sociali, colpendo agricoltura, coste e sicurezza pubblica.
Il piano nazionale urgente
Il Cscc invoca un piano di adattamento climatico con gestione idrica sostenibile, manutenzione infrastrutture e protezione litoranea. «Ogni ritardo costa vite e risorse: serve agire ora per Sicilia, Sardegna e Calabria», conclude Molinari, chiedendo una priorità nazionale per le aree più colpite.



























