Si è svolta ieri, venerdì 30 gennaio, nell’Aula Magna del Seminario Arcivescovile “Pio XI” di Reggio Calabria la cerimonia inaugurale dell’Anno Giudiziario 2026 dei Tribunali Ecclesiastici Interdiocesani Calabro (Teic) e di Appello (Teica), con focus sul bilanciamento tra diritto canonico e cura pastorale delle persone ferite.
Discorsi inaugurali
Alla presenza di vescovi calabresi, autorità civili e militari, S.E. Mons. Fortunato Morrone, Arcivescovo Reggio-Bova, ha definito il tribunale ecclesiastico «luogo di discernimento e misericordia», coniugando correttezza giuridica e pastorale. S.E. Mons. Claudio Maniago (Catanzaro-Squillace) ha citato il magistero di Papa Leone XIV e Benedetto XVI sul nesso verità-giustizia-pace.
Dati e tendenze
I Vicari Giudiziari Mons. Vincenzo Varone (Teic) e Mons. Erasmo Napolitano (Teica) hanno rilevato 115 sentenze nel 2025 (+ rispetto al 2024), ma calo di domande nullità (92 libelli vs 117). Prevalgono i casi per “grave difetto di discrezione di giudizio” (72%), segnalando fragilità affettive nelle nuove generazioni e incapacità ad assumere oneri coniugali.
Prolusione centrale
S.E. Mons. John Joseph Kennedy, Segretario Dicastero Dottrina della Fede, ha illustrato il processo penale amministrativo, sottolineando la salus animarum come fine supremo e il diritto di difesa come «nativo». Ha auspicato maggiore specializzazione dei tribunali locali per delitti gravi, rinnovando l’impegno della Chiesa calabrese per verità e riconciliazione.































