Dall’8 al 14 marzo 2026 torna la Settimana mondiale del glaucoma, l’iniziativa globale promossa dalla Fondazione Iapb Italia Ets per contrastare una delle principali cause di cecità irreversibile. Con lo slogan “Prima che la luce si spenga, ferma il glaucoma”, la campagna mira a sensibilizzare la popolazione sulla necessità di diagnosi tempestive. Il glaucoma è infatti una patologia degenerativa che danneggia il nervo
Un nemico spesso asintomatico
Per l’occasione, la Fondazione Iapb Italia Ets e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (Uici) hanno organizzato una mobilitazione nazionale che coinvolge circa ottanta centri urbani. In queste località saranno offerti controlli oculistici gratuiti e attività informative. I cittadini possono consultare l’elenco dei centri aderenti sul sito ufficiale della manifestazione o utilizzare il numero verde messo a disposizione per consultazioni telefoniche con esperti del settore.
La pericolosità del glaucoma risiede nella sua natura silenziosa: nelle fasi iniziali la malattia non presenta sintomi evidenti, poiché la perdita della visione inizia dalla periferia del campo visivo. In Italia si stima che circa la metà dei pazienti affetti non sia consapevole della propria condizione. Sebbene l’aumento della pressione intraoculare sia il fattore di rischio principale, incidono anche la genetica e l’invecchiamento. Gli specialisti consigliano un controllo mirato già a partire dai 40 anni, specialmente in presenza di familiarità o patologie come il diabete.
L’appuntamento istituzionale
Tra gli eventi di rilievo territoriale spicca la conferenza stampa organizzata a Rende, presso la Sala Consiliare di Piazza Matteotti. All’incontro prenderanno parte il sindaco Sandro Principe, il presidente del consiglio Francesco Adamo, il presidente dell’Uici di Cosenza Franco Motta e l’oculista Luigi Sante Formoso. Il presidente regionale Uici Calabria, Pietro Testa, ha ribadito come la diagnosi precoce sia l’unica vera arma per contenere gli effetti di una malattia capace di compromettere gravemente l’autonomia personale.





























