Un viaggio musicale intenso, capace di attraversare epoche, linguaggi e suggestioni diverse, trasformando la musica in racconto e condivisione emotiva. Si è svolto ieri, nella suggestiva Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia di Cosenza, il concerto L’evento, organizzato dall’Associazione Polimnia presieduta da Luigia Pastore e patrocinato dalla Provincia di Cosenza, ha registrato una partecipazione calorosa e attenta. La storica sala del Palazzo provinciale si è trasformata per una sera in uno spazio di ascolto e condivisione artistica, dove il pubblico ha seguito con grande coinvolgimento ogni momento del concerto.
Il programma ha accompagnato gli spettatori in un percorso musicale che ha unito la profondità del repertorio classico alla forza evocativa delle grandi colonne sonore cinematografiche. La prima parte ha guidato gli ascoltatori attraverso pagine di grande lirismo e virtuosismo, aprendo il concerto con la celebre “Méditation” da Thaïs di Jules Massenet, proseguendo con l’intima “Après un rêve” di Gabriel Fauré, passando per il brillante “Schon Rosmarin” di Fritz Kreisler e la suggestiva “Vocalise” op.34 n.14 di Sergej Rachmaninov. Il dialogo tra violino e pianoforte è proseguito con la raffinata “Mélodie” op.42 di P. I. Tchaikovsky e con il celebre “Salut d’amour” op.12 di Edward Elgar, per poi aprirsi al pianismo romantico con l’Étude op.10 n.3 di Fryderyk Chopin. La prima parte si è chiusa con il virtuosismo brillante dello “Zapateado” di Pablo de Sarasate, eseguito con energia e precisione
Il talento e il curriculum artistico di eccellenza dei due interpreti si sono tradotti in una performance capace di alternare virtuosismo, delicatezza e profondità espressiva. Dopo ogni esecuzione la sala ha risposto con calore, culminato al termine del concerto in una lunga standing ovation che ha salutato i musicisti con diversi minuti di applausi. E quando l’ultimo applauso si è dissolto nella Sala degli Specchi, è rimasta la sensazione di aver partecipato a qualcosa che va oltre il semplice concerto. La musica, ancora una volta, ha dimostrato la sua capacità di creare un tempo sospeso, fatto di ascolto, memoria ed emozione condivisa. Ed è forse proprio questa la sua forza più grande: continuare a parlare a tutti, con la stessa intensità, attraversando generazioni e storie diverse.




























