Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, attacca il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per la riforma dell’assetto istituzionale che introduce due sottosegretari alla Presidenza e amplia la Giunta regionale, modifica sancita dalla legge regionale 3 marzo 2026, n. 9.
In una nota dura, il pentastellato afferma che la Calabria versa in una condizione di arretratezza su sanità, lavoro, infrastrutture e servizi, mentre la sua priorità sarebbe la spartizione delle poltrone dentro il “cerchio magico” del centrodestra.
“La riforma si è insinuata tra le pieghe del referendum territoriale: con la legge 8/2026 del 25 febbraio sono state modificate le regole del referendum regionale, escludendo dalla consultazione popolare le revisioni statutarie definite “organizzative” o di “adeguamento a norme nazionali”, categorie che avrebbero fatto rientrare proprio la legge 9/2026. Una mossa che aggira il presidio democratico previsto dall’articolo 123 della Costituzione” sottolinea inoltre.
L’intervento evidenzia i costi: circa 400mila euro annui per le due nuove figure, o oltre 14mila euro mensili ciascuna, con strutture aggiuntive già finanziate anche se ridotte dopo la pressione dell’opposizione. In una regione che cede fondi di coesione, taglia su sanità, scuola e futuro dei giovani, Tridico parla di un “Occhiuto style” che privilegia il “capitolo difesa” e la protezione civile rispetto alle riforme strutturali.
“Per questi motivi, a nome dell’intergruppo di opposizione del Consiglio regionale, annuncio il deposito formale della richiesta di referendum sulla legge di modifica statutaria, sottolineando che la Calabria non è un feudo personale e il Consiglio non è un ufficio di collocamento. Le regole non si piegano alla convenienza di chi governa — conclude Tridico — e i calabresi avranno il diritto di dirsi. La difenderemo in ogni sede, democratica, politica e, se necessario, costituzionale”.


























