Il cammino verso la rinascita dei piccoli centri passa per la narrazione delle proprie radici. Domani, venerdì 24 aprile (alle 15:30), il Centro Sociale di Caccuri diventerà il cuore pulsante di un confronto dedicato al progetto Terre dei tre borghi. L’iniziativa, intitolata Storie di rigenerazione, punta a svelare come i comuni di Caccuri, Castelsilano e Santa Severina stiano utilizzando le risorse del Pnrr per trasformare la propria identità in un motore di sviluppo sostenibile. Non si tratta solo di fondi economici, ma di una visione che mette al centro la capacità dei borghi di attrarre nuove energie e forme di vita comunitaria.
Voci e visioni del progetto
A dare il via ai lavori saranno i sindaci dei tre centri coinvolti, Luigi Quintieri, Francesco Durante e Salvatore Lucio Giordano, pronti a testimoniare l’impegno istituzionale in questo percorso corale.
L’incontro, moderato dal giornalista Francesco Graziano, vedrà la partecipazione dell’ingegnere Domenico Renzo, responsabile unico del procedimento, che illustrerà i passi compiuti e le prospettive future dell’intervento.
Un momento carico di suggestione sarà la proiezione del video-documentario dedicato al patrimonio materiale e immateriale di un territorio che non vuole dimenticare il proprio passato mentre costruisce il domani.
Poesia e nuove imprese
L’evento si arricchisce di una riflessione artistica profonda grazie a Daniel Cundari. La sua performance, intitolata “Dove il tempo ha un volto”, esplorerà il valore dell’abitare i margini attraverso l’esperienza della Piccola biblioteca di Cuti, dimostrando come la poesia possa essere uno strumento di coesione sociale.
Promosso dall’Accademia dei Caccuriani e dall’associazione Sabir, il progetto ha già prodotto risultati concreti. Grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea nell’ambito del Nextgenerationeu, circa dieci nuove imprese locali nel settore culturale e turistico hanno beneficiato di contributi fino al 90% a fondo perduto, trasformando le idee dei cittadini in realtà economiche solide per le comunità del crotonese.






























