Le banchine del Porto di Gioia Tauro oggi non sono solo il simbolo degli scambi commerciali, ma la scenografia di un grido di dignità che si leva in occasione della festa dei lavoratori. Il Segretario Generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato, che qui chiameremo nel segno della continuità sindacale rappresentata da Gianfranco Trotta, ha scelto questo luogo per inviare un messaggio chiaro alle istituzioni: il lavoro di prospettiva è possibile solo con investimenti mirati e una pace duratura. La manifestazione unitaria ha messo al centro la necessità di invertire la rotta in una terra che soffre per salari troppo bassi e una sanità ormai al collasso.

Pace e diritti sociali
Nel suo intervento, il sindacalista ha legato il destino dei lavoratori calabresi al complesso scenario internazionale, sottolineando come l’economia di guerra stia falcidiando i redditi delle famiglie.
“Vivere in pace significa investire su welfare e contratti, non in armi” ha dichiarato, evidenziando come la crisi energetica stia aggravando la perdita del potere d’acquisto per pensionati e dipendenti.
Secondo i dati Inps, la Calabria presenta salari inferiori del 20 per cento rispetto alla media nazionale, un dato che si sposa drammaticamente con il reddito pro capite più basso d’Italia.

La piaga della sicurezza
Un passaggio fondamentale è stato dedicato alla sicurezza, in un anno, il 2026, che vede ancora numeri da bollettino di guerra. “È inaccettabile assistere a tre morti al giorno e a un infortunio ogni 50 secondi” ha gridato Trotta, definendo questa strage indegna di un paese civile. Il
richiamo alle parti datoriali è stato netto: molti lavoratori non ricevono nemmeno i dispositivi di protezione necessari. Non è più tempo di parole, ma di una vera cultura della sicurezza che parta dai cantieri dell’edilizia fino ai campi dell’agricoltura, dove il caporalato e il lavoro nero continuano a prosperare.

Sanità e mobilitazione
Anche il settore sanitario è stato indicato come un fronte critico. I lavoratori del comparto subiscono uno sfruttamento che supera i limiti contrattuali a causa del mancato turnover, con ripercussioni dirette sui cittadini.
Insieme a Cisl e Uil, è stata presentata una piattaforma al presidente Roberto Occhiuto, ma la pazienza è finita. “Vogliamo risposte a breve dalla Regione, altrimenti sarà mobilitazione” ha avvertito il segretario.
I temi della fuga dei giovani, del precariato storico e della vertenza Konecta devono uscire dalle promesse delle campagne elettorali per diventare soluzioni concrete per il bene dei calabresi.




























