Le colonie estive del passato custodiscono storie che colpiscono dritto al cuore. Giacomo Mancini, esponente della direzione del Partito Democratico della Calabria, racconta un aneddoto toccante su quei giorni: “Mi hanno raccontato che tra i bambini che partecipavano alle colonie estive organizzate dal Comune c’era anche chi, per la prima volta nella propria vita, aveva uno spazzolino tutto suo. E chi al mattino metteva lo zucchero nel latte come non aveva mai fatto prima”. Questo spaccato di vita non è solo un esercizio di memoria, ma una lente per osservare i problemi odierni.
La fragilità invisibile
Quella che potrebbe sembrare un’immagine sbiadita del tempo che fu, in realtà fotografa una realtà attuale molto complessa. Secondo il politico cosentino, le difficoltà non sono scomparse, ma hanno solo cambiato forma.
Nella Cosenza di oggi molte famiglie vivono ancora in condizioni di enorme disagio. Si tratta di una sofferenza silenziosa, che non trova spazio sulle pagine dei giornali e che le istituzioni rischiano troppo facilmente di ignorare, girando la testa dall’altra parte.

Il ruolo della politica
Per sanare questa frattura, l’ex deputato indica una strada chiara alla nuova classe dirigente. “L’arroganza e la spocchia nascono dalla distanza” sottolinea il riformista, invitando chi governa a ritornare nei quartieri per ascoltare i bisogni reali delle persone.
Il vero valore di una città non si misura con le sole opere pubbliche o con i grandi eventi cartellone, ma con la capacità concreta di non lasciare indietro nessuno, soprattutto chi non ha voce.




























