Un’importante opera di messa in sicurezza rischia di trasformarsi nell’ennesima incompiuta a causa di uno stop prolungato. Il Comitato di Quartiere Ravagnese Sant’Elia Saracinello esprime forte preoccupazione per lo stato dei lavori sul Torrente Menga, un intervento fondamentale per la protezione idraulica del territorio. Dopo un avvio incoraggiante, che aveva visto la pulizia dell’alveo dal canneto e dalla fitta vegetazione infestante insieme alla realizzazione di una parte del nuovo muro d’argine, le attività operative risultano sostanzialmente ferme da oltre un mese, lasciando l’area in una condizione di totale sospensione.

Le opere incomplete
La lista degli interventi ancora da ultimare per garantire la sicurezza dei residenti resta purtroppo molto lunga. Mancano infatti la prosecuzione del muro d’argine, la rimozione completa dei materiali di risulta accumulati all’interno dell’alveo, l’eliminazione delle ostruzioni che limitano il corretto deflusso delle acque e il ripristino del manto stradale interessato dal cantiere.
Con il passare delle settimane la situazione rischia di peggiorare ulteriormente, poiché la vegetazione spontanea mostra già i primi segni di ricrescita e ogni ritardo riduce drasticamente il tempo utile per completare le opere prima dell’arrivo della stagione delle piogge.
La continuità amministrativa
I rappresentanti dei cittadini sottolineano che non si tratta di una polemica di natura politica, bensì di una legittima richiesta di efficienza.
Se è comprensibile che una tornata elettorale e il successivo insediamento dei nuovi organi richiedano una fase di transizione istituzionale, meno comprensibile appare il rallentamento delle attività tecniche.
Per il Comitato gli uffici e le strutture comunali competenti dovrebbero infatti garantire il regolare avanzamento delle opere già avviate indipendentemente dalle dinamiche dei partiti, rispettando quel principio di continuità dell’azione pubblica che tutela i bisogni primari della cittadinanza.

La richiesta ufficiale
Per fare chiarezza su questa preoccupante situazione, il presidente del comitato, Raffaele Ferraro, ha deciso di muoversi formalmente nei confronti delle istituzioni.
Il 9 giugno scorso è stata così trasmessa una posta elettronica certificata ai settori competenti del Comune di Reggio Calabria, domandando delucidazioni ufficiali sulle ragioni del fermo e sulle reali tempistiche previste per la ripresa dei lavori.
Ad oggi non è pervenuto alcun riscontro, un silenzio che aumenta i timori dei residenti perché, come ricorda il comitato, “le esigenze del territorio non si fermano e non possono attendere”.




























