Dopo essere stata presentata in esclusiva presso l’Università degli Studi Roma Tre nell’ottobre 2025, la mostra “Pirandello disegnava” approda il 23 luglio all’interno del suggestivo Castello di Santa Severina. Per l’esposizione si tratta della prima volta in assoluto fuori dal contesto accademico. La raccolta è composta da una serie di disegni inediti recentemente ritrovati sui verbali d’esame dell’allora Istituto Superiore Femminile di Magistero (oggi Roma Tre), dove Luigi Pirandello insegnò Linguistica e Stilistica tra il 1898 e il 1922. Si tratta di schizzi, caricature e “pupazzetti” tracciati a penna durante le lunghe sessioni d’esame: testimonianze storiche che restituiscono una nuova prospettiva sul processo creativo dello scrittore siciliano.
L’immagine prima del logos: il processo creativo teatrale
L’esposizione mette in dialogo diretto l’immagine e la parola, offrendo nuovi strumenti di lettura critici dell’opera pirandelliana. Secondo Franco Eco, direttore artistico del progetto, portare in Calabria questo corpus unico apre uno squarcio di lettura radicale. Nei segni grafici si riconosce una dimensione originaria della creazione letteraria e teatrale, in cui l’immagine precede il logos. Alcuni schizzi appaiono infatti come veri e propri antesignani della sua successiva drammaturgia, tracce visive di un immaginario che si è organizzato solo in un secondo momento in forma letteraria e scenica.
La rete istituzionale dietro l’evento culturale
La realizzazione del progetto ha ottenuto il patrocinio del Comune di Santa Severina ed è stata finanziata con il contributo della Regione Calabria attraverso le risorse PAC 2014–2020 (Azione 6.8.3). L’organizzazione complessiva è stata curata da Fabbrica delle Arti, in stretta collaborazione con Skené Cultura e l’Università degli Studi Roma Tre. Il supporto operativo in loco è stato garantito dalla società cooperativa Aristippo, ente gestore del Castello di Santa Severina, e dalla Pro Loco Siberene.
Dalle aule universitarie alla dimensione estiva del borgo
La scoperta del corpus inedito si deve a Giuseppe Crimi, docente di Letteratura italiana presso l’Università degli Studi Roma Tre, che ha curato la mostra insieme alle colleghe Manuela Riosa e Monica Venturini, avvalendosi della consulenza museografica della docente Giovanna Capitelli. Giuseppe Crimi si è detto lieto di trasferire la mostra dagli spazi universitari a una dimensione estiva e solare, un contesto differente che permetterà di rileggere quei documenti storici in maniera ancora più ricca, raccontando a un pubblico ampio la genesi di questa insolita scoperta d’archivio.
Il Castello come spazio d’incontro tra arte e comunità
Altrettanto soddisfatto si è dichiarato il sindaco di Santa Severina, Pietro Vigna, sottolineando come ospitare un evento di tale valore in un luogo simbolo della storia locale rappresenti un’importante occasione di crescita e valorizzazione del patrimonio. Il primo cittadino ha ricordato che il Castello di Santa Severina, custode di secoli di memoria, si conferma uno spazio privilegiato di incontro tra arte, letteratura e comunità, capace di far dialogare la figura di Luigi Pirandello con le nuove generazioni sui temi caldi dell’identità e della complessità dell’animo umano.
Info sulla mostra e una dedica speciale
L’esposizione, che rappresenterà un momento significativo di arricchimento culturale e di promozione turistica per l’intera Calabria, rimarrà ufficialmente aperta al pubblico e visitabile fino al 23 agosto 2026. Gli organizzatori hanno voluto inserire una nota toccante a margine della presentazione: l’intero percorso espositivo è infatti teneramente dedicato a Lule, un piccolo fiore appena nato che apre al mondo una domanda più grande di noi.


























