La Calabria si distingue nello scenario nazionale per due primati contrastanti che fotografano le difficoltà dell’avvocatura sul territorio regionale, che registra una delle densità di professionisti più alte d’Italia, con ben 6,4 avvocati ogni mille abitanti, dato nettamente superiore alla media nazionale e contrapposto al valore più basso registrato in Valle d’Aosta con l’1,4 per mille. A questa elevata concentrazione di professionisti fa da contraltare il dato reddituale più basso del Paese: nell’ultimo rilevamento disponibile il reddito medio per i legali calabresi si attesta infatti sotto i 25 mila euro, a fronte di una media nazionale di oltre 47mila euro e con la Lombardia che supera gli 81 mila.

La sostanziale solidità
La Sezione controllo enti della Corte dei Conti ha approvato (con la Delibera 133 del 2026) la relazione sulla gestione di Cassa Forense per l’esercizio 2024.
Il documento evidenzia un quadro economico-patrimoniale di sostanziale solidità, spinto dal netto recupero sul fronte finanziario e dalla crescita delle entrate contributive (+2,7%).
L’esercizio si chiude con un avanzo di amministrazione pari a 1.858,9 milioni di euro (+32,1%), un utile di 864,2 milioni e un patrimonio netto di 19,49 miliardi di euro.
Il patrimonio complessivo raggiunge invece i 16,68 miliardi di euro (+11%), mentre la gestione finanziaria più che raddoppia passando da 544,6 a 972,3 milioni di euro (+78,5%). La spesa per le prestazioni pensionistiche registra parallelamente un incremento fino a 1.119,8 milioni di euro (+8,6%).

Le dinamiche degli iscritti
A fine 2024 gli iscritti alla Cassa Forense risultano complessivamente 233.260, in diminuzione dell’1,6%. Nel dettaglio si contano 216.839 iscritti attivi (-2,1%) e 16.421 pensionati attivi (+6%).
Si conferma così l’inversione di tendenza iniziata nel 2021, determinata sia dalla flessione delle nuove iscrizioni sia dall’aumento delle cancellazioni e delle sospensioni dagli albi.
Il tasso medio annuo di crescita del numero degli avvocati mostra una contrazione dell’1,2%, legata anche al rallentamento demografico della popolazione residente.
Attualmente non si intravedono segnali di una nuova crescita paragonabile a quella degli anni Novanta, quando gli incrementi toccavano l’8-10%. Da un decennio la professione conta circa quattro avvocati ogni mille abitanti, dato superiore alla media dei Paesi europei.
L’andamento dei redditi
Il periodo post pandemico vede il consolidamento della ripresa dei redditi di categoria. Quello medio per professionista registra un aumento del 6,8% rispetto all’anno precedente.
Permangono tuttavia profonde disparità di genere: le donne avvocato guadagnano circa la metà dei colleghi uomini. Le professioniste mostrano tuttavia una crescita reddituale (+8,8%) più dinamica rispetto a quella maschile (+5,5%).
Nel campo del welfare, nel 2024 vengono destinati oltre 74,5 milioni di euro alle prestazioni assistenziali: 35,3 milioni per la tutela della salute, 24,2 milioni a sostegno della professione e 14,4 milioni a favore della famiglia.

Riforme e raccomandazioni
Sul piano normativo, il 2024 ha visto la conclusione dell’iter per l’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2025, del Regolamento unico della previdenza forense, che introduce il sistema contributivo per i nuovi iscritti e il metodo misto per quelli già presenti. Dal 1° gennaio 2024 è entrato in vigore anche il nuovo Regolamento dell’assistenza.
Pur confermando la stabilità dell’ente, i magistrati contabili raccomandano di monitorare l’impatto del calo degli iscritti e dell’aumento dei pensionati sulla sostenibilità di lungo periodo.
La Corte dei Conti sollecita infine “l’adozione di una disciplina organica in materia di investimenti, partecipazioni, conflitti di interesse, incompatibilità e rotazione degli incarichi, al fine di rafforzare l’indipendenza e la trasparenza nella gestione dell’ente”.




























