Il rilancio della Consulta dei Calabresi nel Mondo sta restituendo una centralità fondamentale al contributo dei nostri corregionali all’estero. Un passo decisivo per il futuro della regione, accolto con grande entusiasmo e partecipazione da Antonello Grosso La Valle, presidente di Unpli Cosenza, che ha evidenziato il valore strategico di questa iniziativa per i territori e per l’intera rete delle Pro Loco.
Un plauso alle istituzioni
Un sincero apprezzamento viene espresso verso il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per la costante attenzione dimostrata.
Un riconoscimento speciale va a Orlandino Greco, presidente della Consulta e consigliere regionale delegato ai rapporti con i calabresi all’estero.
«A Orlandino Greco va riconosciuto il merito di avere creduto con determinazione in questo percorso e di avergli restituito slancio. Il suo impegno esprime una visione nella quale i calabresi nel mondo sono parte attiva del futuro della regione. Dare continuità a questa azione richiede capacità di ascolto e di sintesi tra sensibilità diverse: al lavoro intrapreso e alla prospettiva che lo ispira va il nostro convinto apprezzamento».
Calabresi nel mondo, dopo sette anni la Consulta torna in presenza
Intesa con gli Stati Uniti
Auguri calorosi vanno ad Alessandro Crocco, imprenditore italo-americano e presidente del Mediterranean Export Innovation Hub, eletto nel Comitato direttivo in rappresentanza degli Stati Uniti.
Il legame tra Unpli Cosenza e l’Hub mira a valorizzare il patrimonio regionale. «Il patrimonio materiale e immateriale della Calabria può trovare nuova vitalità nell’incontro con un altro patrimonio: quello umano dei nostri corregionali all’estero. Recuperare un castello, una torre o uno spazio culturale significa restituirlo alla fruizione della comunità e renderlo un luogo nel quale saperi e tradizioni dialoghino con le esperienze maturate oltre confine. È su questo terreno che vogliamo rafforzare l’alleanza con le pubbliche amministrazioni e costruire rapporti interistituzionali capaci di assicurare una gestione sostenibile dei beni e generare nuovi servizi e attività».
Il turismo delle radici
Un ruolo centrale è ricoperto dal turismo delle radici, prezioso contro lo spopolamento dei borghi. «Chi torna nei luoghi da cui è partita la propria famiglia cerca storie e persone attraverso cui ritrovare una parte di sé. Le Pro Loco possono accompagnare questo ritorno e, insieme alle amministrazioni pubbliche e agli altri soggetti del territorio, renderlo parte di una strategia di rigenerazione. L’accoglienza può così alimentare una conoscenza più profonda dei borghi, suscitare interesse per i loro patrimoni e sostenere le attività che ne esprimono l’identità».

Sviluppo e prospettive
L’obiettivo è costruire sinergie durature tra competenze locali e internazionali. «Con Alessandro Crocco stiamo portando avanti un confronto concreto, che vogliamo sviluppare con continuità. La presenza capillare delle Pro Loco e la conoscenza dei luoghi possono integrarsi con le sue competenze e relazioni internazionali, dando consistenza a iniziative culturali, turistiche ed economiche condivise. Il nostro obiettivo è coinvolgere la diaspora nella costruzione di queste progettualità, creando le condizioni perché chi vive all’estero possa contribuire con le proprie idee, accompagnarne lo sviluppo e riconoscersi nei risultati. Vogliamo dare a questo rapporto la forza di produrre benefici duraturi per i territori».
Una nuova alleanza
In conclusione, l’impegno comune punta a un grande progetto di crescita condivisa. «Il rilancio della Consulta si inserisce così in una prospettiva più ampia, che chiama istituzioni, Pro Loco e comunità calabresi all’estero a concorrere a un progetto comune. È da questa alleanza tra chi custodisce i luoghi e chi ne porta l’identità nel mondo che può prendere forma una nuova stagione di sviluppo per la Calabria».































