Sla, Saggese (Campania): “Sforzo massimo per inclusione e cure a casa, sostenere anche caregiver”

00:00 00:00

(Adnkronos) – “Questa luce verde è una luce che illumina anche la responsabilità nostra, ovviamente, come istituzione, come Regione”. Così Angelica Saggese, assessora al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania, intervenuta ieri a Paestum in occasione della XIX Giornata nazionale della Sla – durante la quale sono stati illuminati di verde, in Italia, centinaia di luoghi simbolici come il Tempio di Nettuno a Paestum – ha richiamato l’impegno delle istituzioni non solo nei confronti delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, ma anche delle famiglie e dei caregiver che ogni giorno le assistono. “Immaginiamo che i cittadini che soffrono di questa patologia debbano poter vivere una vita ordinaria, una vita, diciamo, comune, al pari degli altri. Quindi lo sforzo massimo che dobbiamo fare è cercare di garantire a loro l’inclusione e la vita il più ordinaria possibile”, ha sottolineato Saggese. 

Per la Regione, una parte importante dell’assistenza passa dalla possibilità di rimanere a casa, accanto alla propria famiglia. “Preferiamo che siano a casa, assistiti dalla famiglia, che possano vivere all’interno dei propri affetti familiari, che possano trovare lì le misure e gli strumenti di sostegno”, ha spiegato l’assessora. “La Regione Campania eroga gli assegni di cura, sono differenti: sono un assegno di cura mensile di 1.200 euro, di 600 euro, in funzione della gravità della patologia. Eroga e assegna i dispositivi, i supporti tecnologici, perché in molte circostanze, con l’avanzare della malattia, c’è la necessità di supporti comunicativi per i pazienti”. Ma, ha evidenziato Saggese, il sostegno deve riguardare anche chi si prende cura quotidianamente del malato. “Dal confronto con Aisla è emersa infatti l’idea di prendersi cura anche dei caregiver, perché svolgono un ruolo importante perché molti di loro e in molti casi, soprattutto, sono le donne, rinunciano alla propria vita, rinunciano al lavoro, rinunciano alla propria attività, pur di prendersi cura con tanto affetto e con tanto impegno di un proprio familiare che soffre della patologia della Sla”” 

Un’attenzione particolare è stata quindi dedicata alla formazione dei caregiver. “Anche per loro un’attività di formazione, perché è vero, imparano sul campo a fare ciò che devono perché sono costretti, però se fossimo in grado di formarli prima, sicuramente sarebbero nella condizione di assistere meglio i propri familiari”, ha detto. Il tema riguarda però anche il momento in cui termina l’attività di assistenza. “Dobbiamo anche porci la domanda: cosa accade ai caregiver al termine dell’attività di caregiver, quando non fanno più questa attività?”, ha sottolineato Saggese, evidenziando il rischio di trovarsi, dopo anni di rinuncia al lavoro, “nell’impossibilità e a quella difficoltà, nel disorientamento di decidere cosa fare. Dobbiamo provare a prenderli in carico, riformarli, capire in che direzione orientarli, per farli formare, per provare a dare loro la possibilità di essere reinseriti nel mondo lavorativo e di proseguire la propria vita ordinariamente e regolarmente”, ha concluso l’assessora. 

cronaca

[email protected] (Web Info)

TAGGED:
CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.