La piega è uno dei gesti di cura dei capelli più diffusi e, allo stesso tempo, uno dei meno conosciuti nei suoi meccanismi. Dietro il risultato che si ottiene con phon e spazzola, oppure con piastra e ferro, c’è un processo chimico preciso, che spiega perché alcune acconciature restano ordinate fino a sera e altre perdono forma nel giro di poche ore.
La conoscenza del meccanismo aiuta a leggere diversamente molti gesti abituali, dal momento in cui si comincia ad asciugare fino alla scelta dei prodotti. La durata della piega dipende infatti da una catena di fattori che parte dalla struttura della fibra e arriva alle condizioni dell’aria in cui ci si muove durante la giornata.
L’acqua e i legami che danno forma al capello
Per capire come nasce una piega occorre guardare dentro il capello. La fibra è composta per la maggior parte da cheratina, una proteina organizzata in lunghe catene affiancate e tenute insieme da legami di natura diversa. I più robusti sono i ponti disolfuro, collegamenti tra atomi di zolfo che determinano la forma naturale del capello, liscia, mossa o riccia, e che solo i trattamenti chimici come la permanente o la stiratura sono in grado di modificare.
Accanto a loro esistono i legami a idrogeno, molto più deboli ma presenti in gran numero, che contribuiscono a mantenere le catene di cheratina nella loro posizione. La loro particolarità è la sensibilità all’acqua: quando il capello si bagna, i legami a idrogeno si sciolgono e la fibra diventa morbida e modellabile. Il capello è in grado di assorbire una quantità d’acqua pari a circa un terzo del proprio peso e in quella fase può assumere qualsiasi forma gli venga data.
Il meccanismo della piega si basa proprio su questa proprietà. Mentre il capello asciuga avvolto su una spazzola o disteso da una piastra, i legami a idrogeno si riformano nella nuova posizione e fissano la forma. Si tratta però di una forma temporanea, destinata a durare finché i legami restano stabili e la sua tenuta dipende da tutto ciò che, nel corso della giornata, torna a scioglierli.
L’umidità dell’aria e la tenuta della piega
Tra i fattori che indeboliscono una piega, il più influente è anche il meno visibile: l’umidità contenuta nell’aria. Il capello è una fibra igroscopica, cioè capace di assorbire il vapore acqueo presente nell’ambiente, e continua a farlo anche quando sembra perfettamente asciutto. Le molecole d’acqua che penetrano nella fibra agiscono come quelle del lavaggio, seppure in misura minore, e sciolgono gradualmente i legami a idrogeno che tenevano ferma la forma.
L’autunno è la stagione in cui il fenomeno si nota di più. Le giornate di pioggia e nebbia portano l’umidità relativa a valori elevati e una piega liscia tende a gonfiarsi mentre le onde perdono definizione, perché il capello torna lentamente verso la forma stabilita dai ponti disolfuro. La velocità del processo varia da persona a persona e dipende soprattutto dallo stato della cuticola, lo strato esterno di cellule sovrapposte che riveste la fibra: quando è compatta, l’acqua penetra con più lentezza.
Per rallentare lo scambio di umidità con l’ambiente esistono i prodotti di finitura, come sieri e spray leggeri, che depositano sulla superficie del capello un film sottile e ne limitano l’assorbimento. L’effetto si somma a quello di una piega ben eseguita e ne prolunga la durata anche nelle giornate meno favorevoli.
Il calore che fissa la forma e il ruolo del termoprotettore
Se l’acqua rende il capello modellabile è il calore a rendere stabile la nuova forma, perché accelera l’evaporazione e favorisce la ricomposizione dei legami a idrogeno. Gli strumenti lavorano però su temperature molto diverse. L’aria del phon resta in genere su valori moderati, mentre piastre e ferri raggiungono spesso temperature comprese tra 150 e 230 gradi, capaci di modellare la fibra in pochi secondi.
A temperature così elevate la fibra ha bisogno di una protezione adeguata, ed è qui che entra in gioco il termoprotettore, un prodotto da applicare prima dello styling che distribuisce il calore in modo più uniforme sulla superficie del capello e ne rallenta il passaggio verso l’interno. In questo modo, si contribuisce a proteggere la cheratina della corteccia dalla degradazione termica e a ridurre in modo significativo la rottura dei capelli durante la pettinatura dopo l’uso ripetuto della piastra.
I prodotti attualmente in commercio variano per consistenza e destinazione d’uso, motivo per cui è fondamentale effettuare una scelta consapevole. A questo proposito, può essere utile rivolgersi ai portali dedicati all’haircare professionale come Hair Gallery, che mettono a disposizione un’ampia varietà di formule, così da permettere di individuare agilmente il termoprotettore per capelli più adatto allo strumento che si usa, dallo spray leggero pensato per il phon ai fluidi più ricchi indicati per piastra e ferro.
I gesti che allungano la durata della piega
La tenuta si costruisce anche negli ultimi minuti di styling, quando la forma è già stata data ma non si è ancora stabilizzata. Il primo passaggio riguarda l’asciugatura completa, radici comprese: anche una minima umidità residua continua ad ammorbidire i legami a idrogeno e fa perdere forma alla piega nel giro di poco tempo.
Altrettanto importante è il raffreddamento della ciocca nella posizione desiderata. I legami si stabilizzano mentre la fibra torna a temperatura ambiente, per questo i professionisti chiudono l’asciugatura con un getto d’aria fredda oppure lasciano raffreddare le onde arrotolate prima di scioglierle. Un’onda appena uscita dal ferro e subito spazzolata tende infatti ad allentarsi più rapidamente.
La scelta degli strumenti completa il lavoro. Una spazzola adatta alla lunghezza e allo spessore dei capelli permette di tendere la ciocca in modo uniforme, mentre un velo di prodotto di finitura protegge la forma dall’umidità esterna. Durante la notte, infine, una federa in seta o un raccolto morbido riducono lo sfregamento sul cuscino e aiutano la piega ad arrivare in buone condizioni anche al giorno successivo, con qualche ritocco in meno e un risultato più stabile.




























