«Oggi pomeriggio ho incontrato a Davoli agricoltori, autotrasportatori e lavoratori che da giorni stanno dando voce a una protesta nata dal caro carburanti e dal peso sempre più insostenibile dei costi di produzione. Li ho ascoltati a lungo, perché dietro quei trattori e quei mezzi fermi ci sono aziende, famiglie e persone che chiedono semplicemente di poter continuare a lavorare».
È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, che ha voluto portare personalmente il proprio sostegno e la propria vicinanza ai manifestanti.
«Il caro benzina, il caro gasolio e il caro energia stanno mettendo in seria difficoltà aziende e lavoratori, comprimendo i margini e rendendo sempre più difficile sostenere i costi dell’attività e quelli delle famiglie. A questo – ha detto ancora – si aggiunge una situazione paradossale per molte aziende agricole: produrre costa sempre di più, mentre troppo spesso i prodotti vengono pagati al di sotto dei costi di produzione».
Per Bruno, quella di Davoli è una protesta che va oltre i confini del territorio. «Si sta allargando in Calabria e in tutta Italia perché nasce da problemi reali, che toccano il tessuto produttivo e sociale del Paese. È una mobilitazione che va ascoltata e sostenuta».
Il consigliere regionale annuncia anche un passaggio politico immediato. «Come gruppo Tridico Presidente lavoreremo affinché questo grido arrivi in tutte le sedi competenti: a Reggio Calabria, a Roma e anche a Bruxelles. Già questa sera mi confronterò con Pasquale Tridico per valutare quali iniziative mettere in campo e quali strumenti possano essere attivati per dare risposte concrete».
«Qui ci sono persone che lavorano, producono e fanno sacrifici ogni giorno. Non possiamo permettere che chi crea lavoro, presidia il territorio e tiene in piedi pezzi importanti dell’economia calabrese venga lasciato solo».
Bruno richiama infine il valore strategico di queste imprese per il futuro della regione. «La Calabria ha bisogno di un tessuto produttivo forte. Difendere queste aziende significa difendere il reddito delle famiglie, consentire ai figli di studiare e dare ai giovani la possibilità di restare nella propria terra».
«Quello che ho ascoltato oggi non resterà qui. Porteremo queste istanze dentro le istituzioni, perché la Calabria ha bisogno di risposte, non di rinvii, e di una prospettiva vera di crescita».




























