Dopo una lunga attesa di trenta mesi dalla tragica scomparsa di Edison Malaj, l’operaio travolto e schiacciato da una lastra di cemento a Castrovillari il 16 febbraio 2024, il percorso giudiziario muove finalmente i suoi primi passi. A seguito di svariati rinvii, l’udienza preliminare è stata calendarizzata per il 7 ottobre prossimo presso il Tribunale di Castrovillari. In aula sarà presente anche la Fillea Cgil Calabria, pronta a costituirsi parte civile per offrire un sostegno concreto alla famiglia del lavoratore scomparso.
Un’altra vittima del lavoro in Calabria, operaio muore schiacciato sotto un lastrone
Il dolore della famiglia
L’attenzione del sindacato rimane profondamente rivolta ai congiunti dell’operaio, costretti ad affrontare un lungo periodo segnato sia dal lutto sia dall’incertezza legata ai ritardi dell’avvio processuale, come sottolineato dal Segretario Generale Simone Celebre.
A questa sofferenza si unisce il grido di Silvana Malaj, moglie di Edison, la quale sottolinea come la perdita di un caro sul posto di lavoro rappresenti una condanna quotidiana e chiede con determinazione che venga fatta piena luce e che i responsabili siano puniti.
La vicinanza della Fillea Cgil si estende anche ai figli Sara e Gabriele, rinnovando l’impegno dell’organizzazione a presenziare in ogni vicenda di infortunio mortale della regione e dell’intero territorio nazionale.

Il gratuito patrocinio
Affrontare processi lunghi e complessi contro imponenti colossi del settore edile comporta costi spesso insostenibili per le famiglie delle vittime. Per contrastare questa diseguaglianza, il sindacato sostiene a livello nazionale la proposta di legge presentata dall’onorevole Chiara Gribaudo per l’introduzione del gratuito patrocinio senza limiti di reddito per i familiari colpiti da tali tragedie.
Nell’ambito delle ultime audizioni presso la Commissione Giustizia, la Fillea Cgil Calabria ha lanciato un appello ai parlamentari calabresi affinché il provvedimento venga approvato al più presto. Accanto a questo obiettivo vi è la richiesta di riconoscere chi perde la vita sul lavoro come vittima del dovere, garantendo un adeguato e doveroso supporto fiscale e previdenziale.
La sicurezza nei cantieri
Oltre alla doverosa ricerca della verità nelle aule di tribunale, la tutela dei lavoratori richiede una drastica inversione di rotta nei cantieri, dove la sicurezza deve smettere di essere considerata un costo o un adempimento formale.
Come evidenziato da Simone Celebre, si rende urgente l’incremento delle verifiche tramite il rafforzamento di ispettorati del lavoro e Asl, unitamente a una formazione continua e al rispetto rigoroso delle normative sulla movimentazione dei carichi.
Risulta inoltre fondamentale contrastare il lavoro irregolare e la prassi dei tagli al ribasso negli appalti, affinché ogni persona possa esercitare il proprio diritto di rientrare a casa in sicurezza ogni giorno.




























