È in corso da stamani, a Vicovaro, in provincia di Roma, un’operazione della Direzione Investigativa Antimafia che sta portando al sequestro di beni, tra immobili e disponibilità finanziarie, a carico di un presunto esponente di vertice di un gruppo della ‘ndrangheta attivo nella provincia di Reggio Calabria. Il provvedimento – emesso dal Tribunale romano su proposta del direttore della Dia – è eseguito dal Centro Operativo capitolino con il supporto della Polizia e dei Carabinieri.

Il destinatario della misura
Il destinatario, ritenuto appartenere alla cosiddetta locale di Cinquefrondi, risiede da tempo a Vicovaro ed è ritenuto particolarmente impegnato nel traffico internazionale di droga.
Secondo gli investigatori sarebbe coinvolto nell’approvvigionamento di ingenti quantitativi di cocaina provenienti dal Sud America e destinati al mercato della Capitale.

I sigilli ad immobili e conti
Le indagini patrimoniali e finanziarie hanno portato all’individuazione di sette immobili: tre fabbricati e quattro terreni agricoli, a cui si si aggiungono diversi conti correnti nella disponibilità dell’interessato, il tutto risultato intestato formalmente a familiari ed il cui valore complessivo supera il mezzo milione di euro.
Gli inquirenti sostengono sia però emersa una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati dal suo nucleo familiare e il valore del patrimonio nella loro disponibilità.

Il contrasto alla criminalità
Il sequestro si inserisce nelle attività della Dia finalizzate proprio a individuare e sottrarre alla criminalità organizzata i patrimoni ritenuti acquisiti illecitamente, con particolare attenzione ai gruppi di matrice calabrese presenti nel Lazio.
Negli ultimi quattro anni, il Centro Operativo capitolino ha apposto i sigilli beni e società per un valore che supera i 20 milioni di euro.
Il provvedimento eseguito oggi rientra nell’ambito di una procedura per l’applicazione di una misura di prevenzione. Si tratta quindi di un sequestro provvisorio: la decisione definitiva sulla sorte dei beni spetterà all’autorità giudiziaria al termine della procedura.
































