Tutto e iniziato nella calda notte del 2 luglio scorso, quando un giovane valtellinese si è presentato in Questura raccontando di essere stato aggredito violentemente. Secondo il suo racconto, un albanese lo avrebbe minacciato di morte con un coltello, prendendolo a schiaffi in faccia, per poi andar via con l’auto del malcapitato. Il movente: un trasporto di droga commissionatogli dallo stesso albanese ma non portato a termine dal giovane. Per recuperare il denaro perso, dunque, l’aggressore avrebbe preteso ripetutamente di essere “rimborsato” in contante o anche in cambio della sua vettura.

L’agguato nel centro commerciale
Nel pomeriggio dello stesso giorno, poi, l’albanese si trovava a bordo dell’auto rubata nel parcheggio dell’area commerciale di Castione Andevenno, quando è finito a sua volta nel mirino.
Due uomini avrebbero provato a ucciderlo utilizzando spray al peperoncino per immobilizzarlo e sparandogli con una pistola. La vittima sarebbe riuscita però a mettersi in salvo salendo a bordo del mezzo e fuggendo a tutta velocità. Un episodio drammatico che ha spinto gli investigatori ad accelerare le indagini per comprendere cosa stesse accadendo realmente.

I contatti con la Calabria
Oggi la svolta. Gli uomini della Squadra Mobile di Sondrio e di Crotone (in Calabria), coordinati dalla Procura del capoluogo lombardo ritengono di aver riscostruito la rete di spedizioni e, appunto, il regolamento di conti.
La tesi è che quattro calabresi siano partiti con due auto per raggiungere la Valtellina e saldare i conti con l’albanese, che sarebbe stato debitore per precedenti partite di droga.
Gli agenti sostengono infatti di aver accertato una fitta trama di traffici di cocaina e hashish che coinvolgerebbe diversi soggetti del posto.
Spaccio in Valtellina: regolamento di conti tra calabresi e albanesi, a colpi di pistola
Le misure e i sequestri
Le indagini hanno quindi portato il Gip di Sondrio a emettere sei ordinanze di custodia cautelare in carcere. L’operazione – chiamata “Lampo” – avrebbe fatto luce anche su un altro tentato omicidio, avvenuto pochi giorni prima a opera dello stesso albanese.
Durante i controlli e le perquisizioni a carico degli indagati (tra cui i due presunti esecutori materiali dell’azione di fuoco e il mandante dell’agguato), tre persone sono state arrestate in flagranza di reato.
Gli agenti hanno inoltre sequestrato circa tre chili e mezzo di cocaina, quattro chili di hashish, una pistola scacciacani, due cartucce calibro 7,65 e circa 2500 euro in contanti.





































