La situazione legata alla distribuzione dei carburanti nel Sud Italia, Calabria compresa, registra criticità crescenti a causa delle manifestazioni in corso alla raffineria di Taranto, impianto fondamentale per rifornire l’intero Mezzogiorno. Su questo fronte oggi pomeriggio si registrano le dichiarazioni dell’Eni che conferma come le manifestazioni in atto dal 12 ottobre scorso presso la struttura pugliese, “continuano a determinare il blocco dei flussi logistici in ingresso e in uscita, con impatti crescenti sulla distribuzione di carburanti” destinati in particolare agli aeroporti di Puglia ma anche alla rete delle stazioni di servizio Enilive e di altre compagnie. Lo snodo tarantino movimenta infatti circa 260 autobotti al giorno e le alternative da altre regioni sono limitate.

Il perdurare delle criticità
L’azienda fa sapere ancora che il perdurare delle criticità logistiche di approvvigionamento carburanti e di viabilità nell’area industriale del capoluogo pugliese potrebbe inevitabilmente avere conseguenze anche sulla regolare effettuazione dei cambi turno del personale operativo nella raffineria, e richiedere una riorganizzazione delle attività per assicurare la continuità operativa e il mantenimento delle condizioni di sicurezza del sito.
Impianto che comunque è al momento in marcia regolare, sebbene permangano criticità dovute alla necessità di approvvigionamento di gas tecnici indispensabili per il funzionamento, “senza i quali sarà necessario programmare la fermata degli impianti”, informa Eni.
Psicosi carburante e proteste per strada, la Calabria in tilt tra pompe a secco e blocchi permanenti
La mappa delle proteste
Un disagio che si riverserebbe inevitabilmente anche su tutte le aree servite, tra cui la Calabria. Una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente a causa dello sciopero indetto da Fedralog Calabria.
Da domani, venerdì 16, a martedì 20 ottobre, le imprese di trasporto merci incroceranno le braccia contro il caro carburante e i costi di gestione.
Sono previsti 17 presidi strategici distribuiti tra le cinque province della regione. Nel reggino la mobilitazione toccherà il porto di Gioia Tauro e lo svincolo della Statale 682 a Grotteria Mare, mentre nel vibonese saranno presidiate Vibo Marina, Sant’Onofrio e Vazzano.
Nel catanzarese i blocchi interesseranno lo snodo attorno all’aeroporto di Lamezia Terme, Marcellinara, Vena di Maida, Falerna e Caraffa.

I nodi strategici della rete
Nel crotonese i manifestanti si concentreranno nella zona industriale di Passovecchio. Imponente anche la presenza in provincia di Cosenza, dove sono stati confermati presidi lungo la Statale 106 a Sibari, Frascineto e Villapiana, sulla Statale 18 tra Santa Maria del Cedro e Tortora, oltre alle rotonde di San Lucido e Guardia Piemontese.
Un consistente afflusso di mezzi pesanti è atteso lungo l’asse tra Montalto Uffugo, Cosenza Nord e Rende, con pesanti ripercussioni sulla circolazione stradale.




























