LETTERE. Pulizia dei torrenti a Reggio, la rimozione dei canneti operazione indispensabile

Reggio Calabria Attualità

Riveniamo e pubblichiamo.

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Ho letto l’articolo firmato dal sig. Filippo Sorgonà, candidato alle prossime elezioni comunali nella lista “Per un’altra Reggio” e pubblicato lunedì 20 ottobre scorso sul vostro giornale telematico. In estrema sintesi tale articolo critica le modalità di attuazione di lavori straordinari di manutenzione dei torrenti nell’area del Reggino ed auspica l’intervento delle autorità ai fini della valutazione e dell'adozione di eventuali contromisure.

Rilevo preliminarmente numerose inesattezze nella valutazione della situazione, dettate presumibilmente da una formazione dello scrivente non aderente ai temi affrontati e certamente mosse dallo spirito elettorale che ha ispirato l’intervento giornalistico. Tali inesattezze, unitamente ai toni allarmistici usati dal sig. Sorgonà, rischiano di incutere inutilmente paura in un lettore non adeguatamente informato.

Nella qualità di ingegnere, nonché di ricercatore e docente universitario nel settore scientifico-disciplinare “Idraulica Agraria e Sistemazioni Idraulico-forestali” (che comprende tematiche inerenti alla gestione e manutenzione dei bacini idrografici e dei corsi d’acqua) presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, mi permetto di fornire un parere meramente tecnico-scientifico, finalizzato a correggere tali inesattezze, ma soprattutto a tranquillizzare la popolazione della mia città. Le considerazioni che mi accingo ad effettuare prescindono da qualsiasi orientamento politico ed elettorale e sono dettate esclusivamente dall’amore per la verità e per la città in cui vivo e presto la mia attività professionale.

La rimozione dei “canneti” (sic il sig. Sorgonà!) - ossia la vegetazione arbustiva che cresce spontaneamente nell’alveo di un corso d’acqua - è un’operazione manutentiva indispensabile per non ostacolare il naturale deflusso della corrente idrica in concomitanza di un evento di piena. Diversamente, ossia nel caso in cui il “canneto” non sia rimosso, la corrente potrebbe rigurgitare (ossia aumentare il livello idrico), anche per effetto dell’aumento della resistenza al moto (per elementari leggi dell’idraulica fluviale), in corrispondenza del “tappo” (riprendendo ancora una parola del sig. Sorgonà). Pertanto, potrebbe essere molto probabile, oltre all’innesco di un'“onda anomala” (locuzione utilizzata impropriamente dal sig. Sorgonà con riferimento all’idraulica fluviale, ma mutuata dal settore della meteorologia marina e/o da quello dell’ingegneria marittima), l'esondazione del corso d’acqua dal suo alveo naturale. Inoltre, tale vegetazione non ha alcuna “funzione fitodepurativa” (come invece afferma il sig. Sorgonà): la fitodepurazione è un sistema o tecnica naturale di depurazione delle acque, che non ha alcuna attinenza con l’idrologia dei corsi d’acqua, ma esclusivamente con le tematiche inerenti alla gestione delle risorse idriche non convenzionali (ossia le acque reflue).

Va, infine, corretto l’infausto presagio del sig. Sorgonà, che prevede, in caso di effettuazione della “sconsiderata" (aggettivo usato dal sig. Sorgonà, su cui non si può essere d'accordo) operazione di manutenzione dei torrenti reggini, un cedimento "della terra laterale” (che deve correttamente leggersi come “delle sponde dell’alveo”): nei tronchi idrografici vallivi dei torrenti calabresi e siciliani (le cosiddette “fiumare”, ben care a noi Reggini) la pendenza delle sponde è generalmente inferiore ai valori di resistenza interna del terreno; un eventuale cedimento, per cause naturali (erosione spondale da parte della corrente) o antropiche, non è, in ogni caso, tale da determinare l’eventuale occlusione di una parte consistente della sezione idrica e conseguentemente l’alluvionamento delle zone limitrofe al corso d’acqua.

Preciso che tali considerazioni sono state da me effettuate esclusivamente sulla base della lettura dell’articolo del sig. Sorgonà, per cui richiederebbero il beneficio di un ulteriore approfondimento tecnico (ma non scientifico) mediante l’analisi del progetto dei lavori di manutenzione programmati/effettuati, nonché attenti sopralluoghi nei torrenti oggetto degli interventi.

A difesa della professionalità dei colleghi progettisti, di identità non a me nota e sulla cui competenza non nutro alcun dubbio, ma soprattutto a tutela della serenità della popolazione reggina, mi preme, infine, invitare chiunque voglia divulgare notizie di cronaca e/o criticare l'operato di terzi ad un miglior senso civico e ad una maggior cautela nella valutazione di situazioni ed azioni altrui; tale invito è particolarmente rivolto a chi si prefigge di rappresentare il cittadino in consessi civici, a cui sono richiesti buon senso e massima responsabilità.

Demetrio Antonio Zema, ingegnere e docente universitario | Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


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