Agosto: due italiani su tre se ne staranno in città. I “rimasti” calabresi spenderanno 438milioni

in Attualitàprovincia di Calabria
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Nel mese di agosto di quest’anno circa 40 milioni di italiani restano nei propri comuni senza partire per le vacanze. Secondo l’analisi del Centro Studi Conflavoro, ben due residenti su tre alimentano la cosiddetta economia dei rimasti, generando una spesa complessiva stimata tra 11 e 13 miliardi di euro diretta ai negozi di vicinato, supermercati e mercati rionali. Di questa cifra imponente, circa 9,3 miliardi di euro sono destinati all’acquisto di prodotti alimentari sotto casa. Le famiglie residenti spendono risorse preziose anche nei bar, pizzerie, gelaterie e strutture ricreative di quartiere. “Raccontiamo sempre l’Italia che parte e mai quella che resta, ma il negozio di vicinato vive di questa domanda naturale”, ha evidenziato Roberto Capobianco, Presidente Nazionale di Conflavoro Pmi.

La mappa in regione

In Calabria il peso di chi rimane in città durante il mese festivo assume un valore economico e sociale importante. In tutta la regione si contano 1,576 milioni di rimasti, corrispondenti a 657mila famiglie.

In questo territorio la percentuale della spesa familiare destinata al cibo raggiunge il 28,2 per cento, il valore più alto registrato in Italia a fronte di una media nazionale del 19,3 per cento.

Durante le settimane estive i consumi alimentari dei calabresi ammontano a 350 milioni di euro, mentre l’impatto economico complessivo sull’economia di prossimità tocca quota 438 milioni di euro. Una domanda interna che sostiene la rete commerciale locale.

L’analisi nelle province

L’analisi provinciale mostra un quadro dettagliato proprio dell’estensione commerciale. In provincia di Cosenza si registrano 571 mila rimasti e 238 mila famiglie, con 127 milioni di euro in spesa alimentare e 159 milioni di euro di economia di prossimità.

Segue la provincia di Reggio Calabria con 444 mila persone, 185 mila famiglie e 123 milioni di euro complessivi di cui 99 milioni diretti al cibo.

Nella provincia di Catanzaro figurano 290 mila rimasti e 121 mila famiglie, capaci di muovere 64 milioni per l’alimentazione e 81 milioni di indotto.

Infine la provincia di Crotone conta 141 mila rimasti e 39 milioni totali, mentre la provincia di Vibo Valentia registra 130 mila residenti per 36 milioni di euro.

Il racconto del Paese

“Quasi quaranta milioni di italiani restano a casa e i loro soldi non si spostano: restano nel raggio di pochi chilometri dall’uscio, dal fruttivendolo al forno al bar all’angolo. Oltre undici miliardi in un mese, è il PIL silenzioso di agosto. Il negozio di quartiere non vive di turisti, vive di questa domanda: agosto non è il mese morto del commercio di vicinato, è il mese in cui la sua clientela naturale è tutta a casa”, afferma il numero uno di Conflavoro PMI, l’associazione datoriale di riferimento per le micro e piccole imprese italiane

> Roberto Capobianco

I motivi dei “rimasti”

Nel trimestre estivo si concentra il 48,3 per cento dei viaggi dell’anno: più della metà si fa negli altri mesi, e chi rimanda le ferie all’autunno o all’inverno ad agosto è a casa.

Chi non partirà affatto lo fa per quattro ragioni: necessità economica, cura di un familiare, salute, lavoro. Oltre il 30 per cento delle famiglie italiane non può permettersi una settimana di vacanza lontano da casa, quota che sale al 33,2 per cento fra le famiglie con un figlio minore e al 53,3 per cento fra quelle con tre o più figli.

Quanto valgono

La spesa alimentare di una famiglia è di 533 euro al mese: applicata ai 17,5 milioni di famiglie dei Rimasti vale appunto 9,3 miliardi nei negozi, nei mercati rionali e nei supermercati sotto casa.

A questi si aggiungono 1,4 miliardi fra locali di quartiere e 0,9 miliardi fra arene estive, piscine, sagre e tempo libero di prossimità: in totale, appunto, fra 11 e 13 miliardi di cui accennavamo all’inizio ed in un solo mese.

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