“Da domani la parola ‘ndrangheta farà parte della legislazione nazionale”. L’annuncio è del ministro della Giustizia Alfano nel corso della conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri a Reggio Calabria. “Siamo intervenuti”- ha detto Alfano – “per introdurre nella legislazione italiana la parola ‘ndrangheta” che prima non figurava. “Ora – ha aggiunto – la modifica andrà inserita nel decreto in vigore domani”. Si è dunque seguito l’esempio del 1982, quando nel 416 bis si inserì il riferimento alla mafia. “E’ una grande operazione di natura culturale, ma anche di natura tecnica” che darà maggiori strumenti ai magistrati, ha detto Alfano. La ‘ndrangheta, ha sottolineato il Guardasigilli, ” è un fenomeno che ha una sua tipicità non solo calabrese”.
Il ministro si è inoltre soffermato sul rapporto tra Governo e magistratura. “Abbiamo un’idea un po’ romantica ma non vi rinunciamo ed è quella per cui c’è una grande squadra in cui giocano insieme i cittadini onesti, le forze dell’ordine, i magistrati, il Parlamento, il governo e il presidente del Consiglio. Questa squadra è l’Italia, è lo Stato ed è senso dello Stato affermare questa idea”. “I governi Berlusconi – ha continuato il guardasigilli – non hanno eguali per impegno antimafia non fondato sulle parole ma sulle leggi”.
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