La gestione delle risorse economiche presso l’azienda ospedaliera universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro finisce al centro di una dura contestazione sindacale. Dario Rizzo per la Fials provinciale e Nino Critelli per il Nursind territoriale hanno sollevato forti perplessità sulla ripartizione dei fondi destinati agli incarichi di funzione. La preoccupazione principale riguarda il rischio di un depauperamento salariale per la stragrande maggioranza dei dipendenti, in un contesto già segnato da un’inflazione galoppante che erode il potere d’acquisto delle famiglie.
I numeri contestati
Secondo l’analisi dei rappresentanti sindacali, basata sulla documentazione relativa al contratto collettivo nazionale di lavoro 2022 del 2024, l’onere economico complessivo per questi incarichi è stato fissato a 940 mila euro.
Rizzo e Critelli denunciano una sproporzione evidente, sottolineando che “il rispetto per i lavoratori tutti non può passare per dare risposte solamente a 110 dipendenti rispetto a circa 2.300 dipendenti”.
Si tratta di una scelta che, secondo i sindacati, andrebbe a favorire appena il 5% dell’organico a discapito del restante 95% per un arco temporale che potrebbe raggiungere i 10 anni.

I tagli necessari
Per evitare quella che definiscono “una palese ingiustizia che non farà bene all’ambiente sociale e lavorativo”, le sigle sindacali chiedono un ridimensionamento corposo dell’impegno economico.
L’obiettivo è duplice: da un lato preservare gli 800mila euro necessari per i futuri Dep, dall’altro tutelare le indennità di qualificazione professionale specifica.
La richiesta di un ampio ripensamento è stata inviata ai vertici della Dulbecco, al commissario di Azienda Zero e al dipartimento sanità della Regione Calabria.
L’equità sociale
Il nodo della questione resta la tenuta dei bilanci familiari dei lavoratori. Per Fials e Nursind, un taglio sulla previsione di spesa per gli incarichi è l’unico modo per impedire ripercussioni economiche durature.
La battaglia sindacale punta a garantire una distribuzione delle risorse che sia equa e non penalizzante, evitando criticità che potrebbero trascinarsi per oltre un decennio sulla pelle della maggior parte del personale ospedaliero catanzarese.


























