In mattinata, dopo ininterrotte indagini protrattesi per tutta la notte, il personale della Squadra Mobile di Crotone ha tratto in arresto Abdo Wadii Jad Saad, egiziano di 49 anni e Ahmed Mohamed Abdullah, 26enne sudanese. I due sono accusati del reato di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina. In particolare, sono stati individuati, sulla scorta delle indicazioni rese dagli altri migranti, come i membri dell’equipaggio dell’imbarcazione che li aveva condotti da una spiaggia nelle vicinanze di Bengasi, in Libia, fino in prossimità delle coste italiane, dove a causa delle condizioni climatiche avverse, dell’evidente stato di precaria galleggiabilità dell’imbarcazione dovuta al carico eccessivo e alla mancanza di salvagente individuali e di tutte le dotazioni di sicurezza per la navigazione, hanno richiesto un intervento di soccorso tramite un telefono cellulare satellitare.
Per il “viaggio della speranza” i migranti avrebbero versato all’imbarco somme di denaro variabili dai 1.500 a 2.800 dollari. Per sfuggire all’attività investigativa e a eventuali provvedimenti a suo carico, il comandante dell’imbarcazione, di nazionalità egiziana, durante la navigazione avrebbe minacciato i migranti affinché non prestassero alcuna collaborazione con le forze dell’ordine. Tuttavia, l’ultradecennale esperienza maturata sul campo ed in materia dagli investigatori della Mobile, che hanno saputo tranquillizzare e invogliare i migranti a collaborare, ha permesso di squarciare il muro di omertà costruito intorno a loro e arrestare i due presunti scafisti, considerati membri di una organizzazione criminale transnazionale volta allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina e alla tratta di essere umani, con basi operative in Libia. Dopo le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso la casa Circondariale di Catanzaro Siano a disposizione della Autorità Giudiziaria competente.




























