L’Asp di Catanzaro ha approvato con una delibera (la numero 375 del 18 marzo scorso), l’Atto Aziendale, documento cruciale per la gestione della struttura, poiché individua i Distretti, i Dipartimenti e le Strutture operative dotate di autonomia gestionale o tecnico-professionale. Tuttavia, la Cisl Medici ha espresso forti critiche sulla procedura di approvazione, lamentando una mancanza di trasparenza e un mancato confronto con le organizzazioni sindacali. Il sindacato di categoria auspicava una informativa preventiva e la convocazione di un tavolo, come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro e dalle linee guida della Regione Calabria.

I sindacati esclusi
Ma le cose sono andate diversamente. L’Asp si sarebbe limitata a una semplice convocazione sei mesi prima dell’adozione della delibera, con la proiezione di alcune slide e nessuna informativa preventiva sull’organigramma e sulla parte regolamentare.
La Cisl Medici sostiene che l’Atto presenti delle palesi violazioni delle linee guida regionali e della programmazione della rete territoriale.
In particolare, viene criticata l’istituzione di un “Dipartimento delle Funzioni Sanitarie Trasversali”, definito “singolare” per la sua composizione disomogenea.
“L’Atto presenta delle palesi violazioni delle linee guida regionali e della programmazione della rete territoriale. Inoltre, l’istituzione di un ‘Dipartimento delle Funzioni Sanitarie Trasversali’ è disomogenea e non risponde ad alcun criterio logico o gestionale”, denuncia quindi il sindacato.

Violazioni e ricorso
Oltre alle critiche sull’organizzazione, la Cisl Medici denuncia un’attribuzione di graduazione al livello retributivo massimo di alcune Strutture Dipartimentali in assenza di confronto aziendale, configurando una violazione delle prerogative sindacali. Una violazione che verrebbe confermata nello stesso art. 24 dell’Atto aziendale.
Di conseguenza, la Sigla, tramite l’avvocato Alessandra Lazzaro, ha depositato un ricorso per comportamento antisindacale al Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Catanzaro, a tutela dell’immagine e delle prerogative sindacali.
“L’attribuzione di graduazione al livello retributivo massimo in assenza di confronto costituisce un’indubbia azione dell’Azienda volta a limitare ed ostacolare le prerogative sindacali. Non si possono tollerare comportamenti e decisioni unilaterali che comprimano o aggirino le norme contrattuali e legislative. L’obiettivo comune deve essere migliorare l’organizzazione aziendale nell’interesse dei dipendenti e, ancor più, di tutti i cittadini”, viene spiegato.

Un’azione a tutela
Nino Accorinti, rappresentante della Cisl Medici Calabria, ha ribadito la necessità di un confronto trasparente e costruttivo per la tutela dei lavoratori e dei cittadini.
“Non si possono tollerare comportamenti e decisioni unilaterali che comprimano o aggirino le norme contrattuali e legislative, nonché l’obiettivo comune di migliorare l’organizzazione aziendale nell’interesse, non solo dei dipendenti, ma, ancor più, di tutti i cittadini”, ha affermato il dirigente.
La Sigla si dichiara convinta della necessità di una maggiore trasparenza e rispetto delle norme contrattuali nell’Asp di Catanzaro, e l’azione legale mira a garantire tali principi.




























