L’arte che batte nel cuore della Calabria si prepara a un anno di celebrazioni straordinarie. Il progetto BancArtis, iniziativa con cui la Bcc Mediocrati di Rende arricchisce la propria collezione, giunge nel 2026 alla sua diciottesima edizione. Questo traguardo viene suggellato dall’ingresso di un capolavoro assoluto, l’opera Carlo Magno di Antonio Marasco, un tassello che impreziosisce un mosaico culturale già ricchissimo.
Un anno di ricorrenze
Il 2026 non è una data qualunque per il territorio cosentino. In questo periodo ricorrono infatti i 120 anni della Bcc Mediocrati e i 20 anni dall’istituzione del Museo Arte Contemporanea Acri, noto come Maca, che ospita la collezione permanente di Silvio Vigliaturo.
È un doppio anniversario che sottolinea la solidità di un legame tra istituzioni finanziarie e istituzioni culturali. Tra i pezzi più preziosi che la banca ha raccolto nel tempo spicca la chitarra battente, opera di scuola barocca donata da Vincenzo De Bonis, ultimo discendente della storica famiglia di liutai di Bisignano, considerata a pieno titolo la regina della collezione.
L’identità di un progetto
Dal 2007 la Mediocrati ha intrapreso un percorso mirato a sostenere e valorizzare l’arte e la cultura del territorio calabrese. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un corpus che documenti efficacemente il fermento creativo e la vitalità della scena artistica regionale dalla seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri.
Attraverso BancArtis, la banca non si limita a collezionare oggetti, ma si fa custode della memoria storica e della spinta innovativa di una terra che ha ancora molto da raccontare.
Il genio di Marasco
L’opera Carlo Magno rappresenta un esempio significativo della produzione matura di Antonio Marasco, verosimilmente realizzata tra la fine degli anni 60 e i primi anni 70.
In questo periodo l’artista aderiva al movimento Futurismo Oggi promosso da Enzo Benedetto. Il dipinto si caratterizza per colori intensi e campiture uniformi, con un segno netto che definisce figure in relazione dinamica tra loro.
La frammentazione delle forme richiama la sintassi cubo-futurista assimilata dall’artista fin dagli anni 20, qui rielaborata in una chiave che unisce il decorativo al narrativo.
Il futurismo calabrese
Come da tradizione, all’ingresso della nuova opera seguirà nella primavera del 2026 una grande esposizione dedicata a una pagina meno indagata dell’arte italiana, il Futurismo in Calabria.
L’attenzione sarà focalizzata sulla figura di Antonio Marasco, ma accanto ai suoi lavori verranno esposte anche le opere di Enzo Benedetto e Angelo Savelli, altri interpreti che contribuirono a declinare il linguaggio futurista in chiave locale, arricchendolo di soluzioni visive personali.
L’opera Carlo Magno è stata donata da Silvio Vigliaturo, direttore artistico del progetto BancArtis e del museo Maca.
“Si tratta di un gesto che va oltre il simbolico, celebrando l’arte e la cultura della Calabria e al tempo stesso esprimendo profonda riconoscenza verso la Bcc Mediocrati” commentano gli organizzatori, parlando di una collaborazione destinata a brillare nuovamente in occasione dell’evento denominato 120eVenti.
Il profilo dell’artista
Antonio Marasco nacque a Nicastro, oggi Lamezia Terme, nel 1896 e si formò a Firenze sotto la guida di Galileo Chini. Fin dagli anni 10 entrò in contatto con il Futurismo e le avanguardie internazionali, collaborando con Filippo Tommaso Marinetti e conoscendo maestri come Giacomo Balla, Anton Giulio Bragaglia e Kazimir Malevic.
Tra le tappe più rilevanti della sua carriera si annoverano l’adesione all’Aeropittura, la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1932 e la pubblicazione del Manifesto dei Gruppi Futuristi Indipendenti nel 1933.
L’artista morì a Firenze nel 1975, lasciando un’eredità che testimonia oltre mezzo secolo di ricerca autonoma nell’arte del Novecento.































