I canili dovrebbero rappresentare luoghi di passaggio e cura per gli animali, ma spesso si trasformano in prigioni senza fine, dove i cani restano chiusi per anni, privati della possibilità di ricostruire un legame con l’uomo. Questo triste scenario richiama alla mente la realtà di molti ragazzi rinchiusi negli istituti penali minorili, anch’essi privati di prospettive e segnati da esperienze dolorose.
Un ponte tra due mondi fragili
Nasce da questa riflessione il progetto “Batti il Cinque”, un’iniziativa che mette in contatto mondi apparentemente lontani ma simili per ferite e bisogni: i cani nei canili giudiziari e i giovani negli istituti penali. Un parallelo significativo che sottolinea la necessità di creare percorsi di recupero e inclusione per entrambi.
Formazione, cura e responsabilità
Ideato da Formamente Impresa Sociale Cooperativa, con il supporto del Ministero della Giustizia e il patrocinio della Regione Calabria, il progetto coinvolge i ragazzi seguiti dai Servizi Minorili in attività di cura, socializzazione e reinserimento degli animali ospitati al canile di Sant’Ilario dello Ionio, attualmente gestito sotto amministrazione giudiziaria.
L’esperienza educativa non solo migliora le condizioni dei cani, rendendoli più adottabili, ma offre ai giovani l’opportunità di acquisire competenze professionali, responsabilità e l’importanza della relazione di fiducia.
Una risposta concreta ad un’emergenza sociale
In un contesto segnato dall’aumento della violenza giovanile e dal disagio sociale, intervenire rappresenta un vero investimento per il futuro. “Batti il Cinque” si propone come risposta attiva a queste sfide, offrendo alternative concrete e spazi di crescita, capaci di trasformare il dolore in una nuova prospettiva di vita, per cani e ragazzi.




























