Il dibattito politico nel Comune di Petilia Policastro si accende con le dure dichiarazioni dei consiglieri di opposizione Fernando Militerno e Mariateresa Sisca I due esponenti del gruppo Ricostruiamo Petilia Guardando al Futuro, in risposta alla nota di ieri dell’amministrazione comunale, affermano che “i cittadini … meritano un confronto basato sui fatti, non sull’arte della rassicurazione; come noi meritiamo una risposta politica non un esercizio lessicale”.
Petilia. Situazione finanziaria, Comune: “bilanci messi in sicurezza”
La risposta al sindaco
Al centro della polemica c’è il disavanzo da oltre 2,3 milioni di euro, che l’ente, guidato dal sindaco Simone Saporito ha definito come una operazione di pulizia del bilancio.
I consiglieri replicano sottolineando come l’esecutivo “forse dimentica che è composto da 1,3 milioni di euro di Fondo Anticipazione Liquidazione e 1 milione di euro di disavanzo basato sul solo esercizio 2025”, mentre i passaggi del tecnico riguardano solo il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità.
Secondo la ricostruzione della minoranza, il primo cittadino starebbe sminuendo la reale portata della crisi finanziaria dell’ente locale.
Le criticità nascoste
Gli esponenti dell’opposizione attaccano quindi apertamente la narrazione della maggioranza affermando che “il Sindaco fa passare tutto, come sempre, come ordinaria e superficiale amministrazione” e sollevano un interrogativo cruciale sul ruolo degli organi di controllo.
A questo proposito i consiglieri domandano apertamente che “se così fosse, come mai il Revisore dei Conti ha ritenuto necessario imporre la rendicontazione semestrale obbligatoria al Consiglio Comunale?”.
Per l’opposizione vi sarebbe un silenzio strategico su elementi gravissimi, in quanto l’amministrazione “ovviamente non parla minimamente del Disequilibrio di gestione 2025 che ammonta a 315.000 euro, dei 644.865 euro di debiti commerciali, della effettiva percentuale di riscossione bassa, intorno al 47%, dei rilievi sui tempi di pagamento”.
I ritardi dei progetti
Un altro fronte caldissimo della discussione amministrativa riguarda la gestione dei fondi europei e lo stato dei cantieri avviati sul territorio.
Fernando Militerno e Mariateresa Sisca contestano la tesi della Giunta secondo cui i dati sui ritardi sarebbero vecchi e superati rispetto all’attuale andamento dei lavori.
Nel loro intervento istituzionale i rappresentanti della minoranza ricordano che “sul Pnrr l’Amministrazione afferma che le percentuali di avanzamento da noi citate siano ferme al 31 dicembre 2025 e dunque superate, e che i cronoprogrammi siano pienamente rispettati”.
La smentita arriverebbe però dai documenti firmati dal Revisore dei Conti, il quale scrive testualmente che si è verificato “che l’andamento dei progetti non è conforme alle tempistiche previste”.
I dati ufficiali estratti dalla piattaforma Regis indicano che per gli uffici dell’ex pretura, con pre-validazione del 30 aprile scorso, resta da realizzare entro il 30 agosto prossimo il 55,25 percento del progetto globale.
La mappa dei cantieri
L’asserita situazione di stallo riguarderebbe diverse infrastrutture scolastiche e sociali strategiche per la comunità di Petilia Policastro, con scadenze temporali ormai imminenti.
La ricognizione sui dati ministeriali eseguita dai consiglieri metterebbe in luce una serie di ritardi percentuali difficili da recuperare in pochi mesi di lavoro.
Militerno e Sisca sostengono quindi che nel plesso Rodari, dopo la verifica dello scorso 8 giugno, resta da realizzare entro il 30 giugno ben il 36,63 percento dell’opera. Per la mensa del plesso Don Mauro la quota da completare è pari al 52,24 percento, mentre la mensa del plesso Dante Alighieri, validata il 30 giugno, mostrerebbe un ritardo del 48,86 percento con scadenza fissata al 30 agosto.
Infine, la palestra della frazione Pagliarelle, con ultima validazione datata 24 febbraio 2026, presenterebbe la situazione più critica con il 61,58 percento dei lavori ancora da eseguire entro la fine di agosto prossimo.
L’allarme dei tecnici
Le preoccupazioni sollevate dalla minoranza trovano una sponda diretta nelle relazioni scritte dall’organo di controllo contabile del comune.
I consiglieri citano i passaggi più significativi dei verbali per dimostrare la fondatezza dei loro timori sul futuro dei finanziamenti. Nelle relazioni si legge testualmente l’avviso del tecnico che dichiara come “considerata la prossimità della scadenza finale dei Pnrr, prevista entro agosto 2026, e tenuto conto delle quote residue ancora da realizzare, l’Organo di Revisione evidenzia una criticità potenziale in ordine alla tempestiva conclusione degli interventi”.
Un ulteriore richiamo formale riguarda la gestione dei fondi vincolati a lungo termine, dove il controllore evidenzia come “tale circostanza evidenzia criticità nella capacità di attuazione della programmazione degli investimenti e richiede un rafforzamento del monitoraggio dei cronoprogrammi”.
Le responsabilità politiche
La minoranza respinge con durezza quello che definisce come il tentativo della maggioranza di scaricare le colpe della situazione finanziaria sulle precedenti legislature cittadine.
Gli attuali consiglieri d’opposizione chiariscono le dinamiche interne dei gruppi ricordando che all’epoca Militerno e Sisca si erano già staccati dal gruppo Petilia Rinasce.
Nella nota stampa si evidenzia che “votare un bilancio di previsione non significa condividere la gestione che ne è seguita” in quanto lo strumento programmatico definisce solo gli obiettivi iniziali e le entrate attese.
L’opposizione rivendica la scelta storica di passare al dissenso attivo concludendo che “chi rimane in silenzio per convenienza politica è complice; chi dissente esercita il proprio mandato” e chiedendo all’amministrazione di dimostrare con atti concreti il funzionamento del piano di rientro dei debiti.


























