Un progetto culturale che nasce in Calabria ma guarda oltre i confini: è il Calabrie Fes Festival, un laboratorio di idee promosso dall’Osservatorio Da Sud e dall’associazione Cabalovo. Come spiegato dal portavoce Gianni Votano, l’iniziativa nasce nel cuore del Mediterraneo per unire pensiero e azione, affrontando le criticità del tempo presente attraverso lo sguardo plurale della filosofia, dell’economia e della storia. Il festival ambisce a ribaltare la narrazione di una terra fragile, trasformandola in un centro di scambi e resistenza culturale capace di parlare al mondo intero.
La sessione sulla storia
Il percorso prende il via il 4 e 5 febbraio 2026 presso lo Spazio Open di Reggio Calabria, con una sessione focalizzata sullo spartiacque del 1783, anno dei grandi terremoti che hanno segnato profondamente la cultura e la morfologia calabrese. Il 4 febbraio interverranno Gino Mirocle Crisci, già rettore dell’Università della Calabria, con un’analisi geologica del sisma, e il poeta Daniel Cundari, che esplorerà la dimensione psicocosmica della catastrofe. Il 5 febbraio sarà invece la volta della storica Maria Barillà, che analizzerà le aspirazioni riformistiche nate dopo i tremuoti e le persistenze del passato.
Le prossime tappe
Il festival proseguirà dal 23 al 25 giugno con la sessione dedicata all’economia, che vedrà tra i protagonisti l’europarlamentare Pasquale Tridico e il docente Gabriele Guzzi, insieme a esponenti della finanza etica e dell’economia sociale come Luciano Modica e Giorgia Falco. In questa fase si discuteranno modelli di sviluppo sostenibile e impatto sociale. A chiudere il ciclo, dal 22 al 24 settembre, sarà la sessione filosofica con la partecipazione di Marco Guzzi, del monaco Frédéric Vermorel e della docente Annamaria Anselmo, per riflettere sulle grandi domande del postmoderno.
Da pensiero ad azione
Il Calabrie Fes Festival non è solo un evento teorico, ma si collega a progetti pratici come Tracciare la rotta, iniziativa di microfinanza contro la violenza economica di genere realizzata con Mag delle Calabrie e la Piccola Opera Papa Giovanni. Grazie alla collaborazione con partner come Medmedia e il quotidiano Cult, il festival si propone di creare sinergie reali per contrastare l’incuria e l’emigrazione forzata. L’obiettivo finale, come sottolineato da Gianni Votano, è costruire una visione diversa per il futuro della Calabria, partendo dalla consapevolezza storica e dall’integrazione dei saperi.




























