La crisi geopolitica in Medio oriente sta scuotendo violentemente i mercati energetici globali, con ripercussioni immediate e pesanti sulle tasche dei cittadini italiani. Un’analisi recente condotta da Altroconsumo evidenzia come, tra il 25 febbraio e il 5 marzo scorsi, i prezzi di benzina e diesel abbiano subito impennate significative, toccando rialzi fino al 5,9 per cento in alcune metropoli. Tuttavia, è guardando alla periferia del Paese che emerge il dato più allarmante: la Calabria detiene oggi il triste primato dei prezzi più alti d’Italia, con la provincia di Crotone che svetta in cima alla classifica delle aree più “salate” dell’intero Stivale.
La maglia nera
Mentre le grandi città come Roma e Milano combattono con aumenti percentuali rapidissimi, la provincia pitagorica si è già stabilizzata su soglie record.
Secondo le rilevazioni effettuate il 5 marzo, il territorio crotonese risulta essere il più costoso per chiunque debba rifornire il proprio mezzo. Il prezzo medio della benzina qui tocca quota 1,791 euro al litro, superando realtà storicamente care come Palermo e Nuoro.
La situazione non migliora per il gasolio: la provincia calabrese conferma il primato nazionale con un costo medio di 1,882 euro al litro, staccando persino Bolzano e Trieste, che solitamente guidano la classifica del Nord est.

L’impatto locale
Si tratta di numeri particolarmente preoccupanti per una regione come la Calabria, dove il trasporto su gomma è spesso l’unica alternativa per il movimento di persone e merci.
Il rischio, denunciato con forza, è che l’aumento dei carburanti inneschi un effetto domino su inflazione, bollette e costo dei beni di prima necessità.
Altroconsumo chiede quindi interventi immediati alle istituzioni per contenere questa deriva, proponendo la riduzione o l’azzeramento dell’Iva sui carburanti.
Per l’associazione, senza contromisure rapide, il divario tra province virtuose come Teramo o Catania e aree in sofferenza come quella crotonese rischia di diventare insostenibile per le famiglie calabresi.
Prezzi dei carburanti in volata, controlli stringenti su filiera e pompe
Le speculazioni
Oltre al blocco strategico dello stretto di Hormuz, che condiziona il transito di gas e petrolio, a preoccupare è il timore di manovre speculative.
Sebbene la media nazionale si attesti su 1,729 euro al litro per la benzina e 1,823 per il diesel, sono stati segnalati casi isolati con punte anomale che superano i 2,20 euro.
Il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha già attivato la Commissione di allerta rapida per vigilare sulla situazione. In un contesto dove i prezzi tra i distributori all’interno della stessa provincia appaiono piuttosto allineati, trovare opportunità di risparmio per i consumatori diventa un’impresa sempre più difficile, rendendo il pieno di carburante un vero e proprio bene di lusso.




























