Castrocuore. All’Asp Cosenza si punta su una rete cardiologica integrata

in Saluteprovincia di Cosenza
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Si è conclusa con successo la 23esima edizione di Castrocuore, l’evento formativo promosso dall’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale di Castrovillari. L’evento, tenutosi ad Altomonte venerdì e sabato, ha richiamato specialisti da tutta Italia, consolidandosi come un punto di riferimento per la cardiologia nazionale. Organizzato con il patrocinio dell’Asp di Cosenza, il congresso ha messo in luce progressi e nuove metodologie nel trattamento delle malattie cardiovascolari.

Dalla telemedicina all’Ai

L’organizzatore del congresso, Giovanni Bisignani, ha spiegato che “Castrocuore si conferma come punto di riferimento consolidato sul piano scientifico, assistenziale ed organizzativo per la cardiologia nazionale, tanto da richiamare specialisti del settore provenienti da tutta Italia”.

Il direttore della Uoc di Castrovillari ha sottolineato che i temi centrali di quest’anno sono stati la telemedicina, in particolare la telecardiologia, e l’uso dell’intelligenza artificiale, senza mai tralasciare l’aspetto umanistico della scienza.

L’innovazione terapeutica

> Martino Rizzo, Direttore Sanitario Asp Cosenza

Martino Rizzo, direttore sanitario dell’Asp, ha definito l’iniziativa “un appuntamento storicizzato che rappresenta un riferimento per i cardiologi in relazione agli aspetti legati alla digitalizzazione, all’innovazione terapeutica e agli aspetti scientifici”.

Ha inoltre evidenziato che l’unità di cardiologia di Castrovillari è già strettamente collegata alle altre due unità di eccellenza di Paola e Rossano.

Un futuro modello organizzativo, previsto nell’atto aziendale in via di approvazione, porterà le cardiologie a diventare un dipartimento. Un direttore guiderà e coordinerà le varie Uoc, creando una vera e propria rete cardiologica per l’intera Asp.

Il  modello con tre centri Hub

Questo modello prevede dei centri hub a Paola, Rossano e Castrovillari per gestire le emergenze come lo Stemi, e centri Spock negli ospedali periferici come quelli di Praia, Trebisacce, San Giovanni in Fiore e Cariati, per la gestione delle cardiopatie croniche.

Il collegamento tra queste strutture, ha proseguito Rizzo, dovrà essere stretto per garantire uno scambio di esperienze e una collaborazione interprofessionale che veda coinvolti non solo cardiologi ma anche altre figure specializzate.

Nelle case dei cittadini

Il potenziamento dell’assistenza non si ferma agli ospedali. Martino Rizzo ha annunciato che il progetto si estenderà al territorio attraverso le case di comunità e gli ospedali di comunità, utilizzando anche gli ambulatori virtuali.

L’obiettivo è creare una cardiologia che si estenda a tutta l’area aziendale, i sei mila e settecento chilometri quadrati dell’Asp di Cosenza, arrivando fino al letto del paziente.

Questo, ha concluso Rizzo, consentirà l’universalità prevista dal sistema sanitario nazionale, migliorando l’accesso ai servizi, garantendo una distribuzione capillare e riducendo le disuguaglianze.

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