La Cgil e Fp Area Vasta, sollecitano una strategia condivisa per difendere il patrimonio rappresentato dall’Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro. Secondo i sindacati, gestire due facoltà di Medicina e due aziende ospedaliere universitarie in Calabria è rischioso, specie in una regione con meno di due milioni di abitanti: solo territori più popolosi come la Lombardia riescono a sostenere questi modelli.
Inoltre contestano anche il “dibattito sterile” sulle nuove strutture del capoluogo e Cosenza, accusando chi strumentalizza la loro realizzazione per fini politici. Sottolineano che la scelta delle sedi deve rispondere a criteri scientifici e funzionali, non elettorali.
La fusione tra Pugliese Ciaccio e Mater Domini ha creato il maggiore hub ospedaliero del Sud — la Dulbecco — con oltre 850 posti letto e 4 mila dipendenti, ma le promesse di rilancio sono rimaste disattese. I sindacati chiedono un vero piano di sviluppo per la ricerca, la formazione, la telemedicina e le cure territoriali.
Secondo la Cgil, rilanciare la Dulbecco è fondamentale per combattere la emigrazione sanitaria, offrendo cure di qualità in Calabria grazie alle competenze in biotecnologia e terapie avanzate. La Regione, invece, sembra più interessata a nuovi progetti che a potenziare le strutture già esistenti, aumentando divisioni e sprechi di tempo.
La richiesta è chiara: serve un dibattito serio che tuteli l’interesse dei cittadini e investa sulla Dulbecco come cuore della sanità regionale, affinché il diritto alla salute non resti una promessa mancata.































