L’assemblea sinodale ha dato il via libera al testo chiave del percorso che sta coinvolgendo le Chiese in Italia. La terza riunione, tenutasi a Roma ieri mattina, ha approvato il Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese d’Italia, intitolato “Lievito di pace e di speranza”. Il testo ha raccolto 781 placet su 809 votanti, un consenso ampio che segna un passaggio fondamentale.
Un voto significativo
I partecipanti, tra vescovi, delegati delle Diocesi e invitati, hanno votato il documento finale. Il testo è stato preparato a seguito di un intenso lavoro basato sugli emendamenti emersi durante la seconda Assemblea sinodale.
Hanno collaborato la Presidenza CEI, il Comitato del Cammino sinodale, il Consiglio Permanente, gli Organismi della CEI (Commissioni Episcopali, Uffici e Servizi della Segreteria Generale) e le Regioni ecclesiastiche.

Il compito dei pastori
Il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI, ha concluso i lavori sottolineando l’importanza del voto: “Una volta che oggi questa Assemblea sinodale ha congedato il testo con il suo voto, è ora compito dei Pastori assumere tutto, individuare priorità, coinvolgere forze vecchie e nuove per dare corpo alle parole Collegialità e sinodalità”, ha ricordato il Cardinale.
La prossima Assemblea Generale della CEI avrà proprio la discussione su questo documento come tema portante. Come stabilito dal Consiglio Permanente a settembre, la Presidenza nominerà un gruppo di Vescovi che elaborerà priorità e delibere per l’Assemblea Generale del prossimo novembre.
La bellezza del percorso
Mons. Erio Castellucci, Presidente del Comitato Nazionale del Cammino sinodale, ha ripercorso i quattro anni del cammino. “La nota della bellezza mi pare in grado di riassumere questi quattro anni” ha affermato, specificando che “la bellezza, per i cristiani, non è solo armonia, ma è dono, impegno, sacrificio Sono stati quattro anni belli, che ora possiamo vivere con gioia ed entusiasmo, come dice Papa Leone”. Ha inoltre evidenziato che il voto è stato dato nella piena coscienza di essere membra di Cristo.
Anche padre Sabino Chialà, Priore di Bose, nella sua meditazione d’apertura, ha posto l’accento sulla trasformazione. “I passi, quando sono veri, trasformano,” ha detto.
“Non si può camminare restando gli stessi Perché, camminando, si incontrano volti nuovi, e con essi domande di senso e sfide inattese, e dunque s’impongono scelte Scelte che non tradiscono ma approfondiscono il ‘deposito della fede’, che aiutano a comprendere meglio e a rimanere fedeli al Vangelo di Gesù Cristo”, ha poi aggiunto.
Le modalità del voto
Le preferenze sul Documento di sintesi sono state espresse in modalità elettronica, a scrutinio segreto, con l’opzione “favorevole” (placet) o “non favorevole” (non placet) per l’introduzione, le tre parti e l’intero Documento.
La discrepanza tra il numero totale dei votanti e quello sulle singole parti è dovuta a motivi tecnici e al rientro anticipato di alcuni partecipanti per impegni pregressi, come spiegato da Mons. Valentino Bulgarelli, Segretario del Comitato Nazionale del Cammino sinodale.






























