In vista della mezzanotte del 31 dicembre, Coldiretti Calabria lancia un appello per valorizzare il fascino delle bollicine locali, un segmento in forte crescita sia per quantità che per qualità. Il Presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, sottolinea l’importanza di scegliere lo spumante calabrese per i festeggiamenti, auspicando che anche il grande evento del Capodanno Rai sul lungomare di Catanzaro adotti questa eccellenza per il brindisi ufficiale.
Il traguardo della Docg Cirò
Questa scelta offrirebbe una vetrina straordinaria al grande pubblico, permettendo al comparto di presentarsi come un vero motore trainante per l’economia regionale sui mercati nazionali ed esteri.
La Calabria vanta un sistema vinicolo solido che comprende 19 Indicazioni Geografiche, suddivise tra 9 Doc e 10 Igt, con una produzione annua che si attesta intorno ai 370.000 ettolitri.
Un momento di svolta fondamentale è arrivato nel 2025 con la conclusione dell’iter di riconoscimento della prima storica Docg per il Cirò, un passo che funge da acceleratore per la qualità e la riconoscibilità del vino calabrese.
Nonostante la produzione rappresenti una nicchia nel contesto italiano, con un valore di circa 60 milioni di euro, il futuro del settore risiede nel legame sinergico con il territorio, valorizzando gli aspetti naturalistici, paesaggistici e archeologici della regione.
la spumante made in Calabria
La produzione di bollicine calabresi è un fenomeno relativamente giovane, iniziato in modo strutturato intorno agli anni duemila, ma già capace di ottenere riconoscimenti internazionali.
Le cantine locali stanno investendo con lungimiranza sulle potenzialità dei vitigni autoctoni, alternando il Metodo Martinotti o Charmat, caratterizzato dalla rifermentazione in serbatoi a tenuta di pressione, al Metodo Classico, che prevede una lunga rifermentazione in bottiglia.
Questa ricerca della qualità unisce la sapienza antica alla visione moderna, creando uno spumante dal carattere mediterraneo inconfondibile.
La spinta dell’agroalimentare
Durante le festività di fine anno si registra il picco della domanda di spumante, con una tendenza sempre più marcata al consumo di prodotti locali nei ristoranti e negli agriturismi calabresi, i quali prevedono per il 2025 un bilancio estremamente positivo.
Secondo Franco Aceto, incentivare il brindisi con lo spumante calabrese a Catanzaro e nelle altre piazze è un segnale fondamentale per l’intero agroalimentare regionale.
Sostenere le produzioni locali significa infatti dare forza a un sistema che da tempo traina l’economia e l’identità della Calabria, portando un messaggio di qualità e speranza nelle case di tutti i cittadini.




























