Le lancette dell’orologio segnano quasi le 8 del mattino quando la routine del quartiere Archi, a Reggio Calabria, viene scossa da un’azione fulminea. All’interno della sala Bingo locale, tra il personale che inizia il turno e i pochi clienti presenti, si sono materializzate improvvisamente sagome oscure e minacciose. Nonostante l’ora insolita per un colpo di questo tipo, i malviventi hanno scelto il momento dell’apertura per colpire, puntando dritti al cuore economico dell’attività prima che la giornata entrasse nel vivo.

L’irruzione a volto coperto
Almeno due persone, con il volto nascosto da pesanti passamontagna, hanno fatto irruzione nel locale impugnando una pistola. Le minacce sono state rapide e dirette, volte a paralizzare ogni possibile reazione da parte dei presenti.
Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, non si esclude la presenza di un terzo complice rimasto all’esterno per coprire la fuga.
In una manciata di minuti, i banditi sono riusciti a svuotare la cassa, impossessandosi di un bottino che ammonterebbe a poche migliaia di euro, una cifra contenuta rispetto al rischio corso.
La rapina e la fuga in auto
Una volta arraffato il denaro, il gruppo si è dileguato rapidamente a bordo di una Fiat Panda di colore rosso. L’auto è schizzata via tra le strade del quartiere, facendo perdere le proprie tracce prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Fortunatamente, nonostante la grande tensione e la presenza dell’arma da fuoco, nessuno dei testimoni ha riportato ferite fisiche, sebbene lo spavento sia stato enorme per chi si è trovato davanti alla canna di una pistola in un normale lunedì mattina.

Le indagini della Mobile
Poco dopo la fuga, sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti e della scientifica della Polizia di stato per eseguire i rilievi tecnici necessari.
Il sostituto procuratore di turno ha immediatamente affidato le indagini alla Squadra Mobile, che ora ha il compito di dare un nome e un volto ai responsabili.
Gli investigatori stanno setacciando ogni secondo dei filmati registrati dall’impianto di videosorveglianza della sala e dalle telecamere di sicurezza sparse nella zona, cercando di ricostruire l’esatto percorso della vettura.
Sulle tracce dell’auto
Parallelamente all’analisi dei video, gli accertamenti si stanno concentrando proprio sulla Fiat Panda rossa utilizzata per la rapina. Il sospetto degli inquirenti è che il mezzo possa essere stato rubato appositamente per compiere il colpo e poi essere abbandonato in qualche zona isolata della città.
La rapidità dell’azione suggerisce una conoscenza dei luoghi e una pianificazione accurata, elementi che la polizia sta valutando con attenzione per stringere il cerchio attorno ai rapinatori.




























