“Vogliamo capire il significato dei recenti fatti sia per l’evolvere della situazione all’interno della ‘ndrangheta, sia per quanto riguarda la lotta al fenomeno mafioso che le forze dell’ordine e la magistratura stanno conducendo con ammirabile efficacia”. Per il senatore Giuseppe Pisanu, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, oggi in visita nella città dello Stretto “siamo di fronte a vicende che sono oggetto di indagini giudiziarie, quindi procederemo con assoluta riservatezza e con la dovuta cautela per non turbare in alcun modo le indagini in corso”.
E sul codice deontologico, indirizzato anche ai partiti, per impedire le infiltrazione della ‘ndrangheta, il Presidente dell’Antimafia ha sottolineato: “Stiamo elaborando un codice vero e proprio sulla base di un documento che gia’ era stato approvato all’unanimita’ dalla precedente Commissione antimafia. Stavolta pero’ introduciamo un elemento nuovo che deriva dalla formulazione della legge istitutiva della Commissione. Preferiamo cioe’ che la Commissione antimafia possa fare delle verifiche dopo le elezioni sugli eletti per rendere ovviamente pubblici i rilievi tratti”.
La commissione è giunta in prefettura alle 17 e ha avviato le audizioni con, tra gli altri, i prefetti Angelo Malandrino e Domenico Bagnato (rispettivamente coordinatore della task force antimafia Ministero Interno, Ministero del lavoro e Regione Calabria e commissario prefettizio di Rosarno), e Giuseppe Creazzo, procuratore della Repubblica di Palmi. Domattina incontrera’ il Procuratore generale salvatore Di Landro, il capo della DDA Giuseppe Pignatone e il procuratore della Repubblica del Tribunale e della DDA di Catanzaro Vicenzo Lombardo.
“Siamo qui per renderci conto di quanto sta accadendo al suo interno, alla luce dei recenti attentati contro la magistratura”. Ha commentato invece il vicepresidente della Commissione parlamentare, Luigi De Sena parlando dell’invadenza della ‘ndrangheta e della sua internazionalizzazione. “Vi e’ la necessita’ di emendare le normativa antimafia per adeguare la lotta al crimine organizzato”, ha concluso






























